La Bulgaria si prepara a rivedere in modo organico la propria normativa sul gioco d’azzardo. Nell’ambito dell’approvazione del Bilancio 2026, l’Assemblea nazionale ha adottato una serie di modifiche alla Legge sul gioco che introducono la regolamentazione degli affiliati, rafforzano gli strumenti di contrasto al gioco illegale e anticipano una revisione complessiva dell’intero impianto normativo.
Ad annunciarlo è stata la viceministra delle Finanze Lyudmila Petkova, intervenuta davanti alla Commissione Bilancio del Parlamento. Il Ministero delle Finanze, ha spiegato, ha avviato un esame complessivo della legge sul gioco, resosi necessario perché negli ultimi anni numerose modifiche sono state introdotte tra la prima e la seconda lettura di provvedimenti non direttamente collegati al settore, generando incongruenze che hanno richiesto anni per essere corrette.
Tra le novità approvate figura l’introduzione di un regime di licenze per gli affiliate operator, gli intermediari che indirizzano gli utenti verso siti di scommesse. Potranno operare sia soggetti bulgari sia stranieri; questi ultimi dovranno nominare un rappresentante con sede in Bulgaria che li rappresenti nei rapporti con le autorità amministrative e giudiziarie.
Le modifiche prevedono inoltre il blocco delle operazioni di pagamento verso i siti di gioco illegali, con l’obiettivo di rafforzare il contrasto all’offerta non autorizzata.
Nel corso dell’esame parlamentare sono state invece respinte le proposte del partito We Continue the Change che puntavano a vietare la pubblicità del gioco d’azzardo sui mezzi di trasporto pubblico, in radio, televisione e sui media elettronici. Bocciata anche la proposta di introdurre un divieto totale della pubblicità del gioco e di aumentare in modo significativo la tassazione del comparto.
Su questo punto, Petkova ha spiegato che un aumento delle imposte rischierebbe di favorire il trasferimento dei giocatori dal mercato legale a quello illegale. Secondo la viceministra, il mercato grigio rappresenta oggi circa il 40% del settore e l’aliquota del 20% costituisce uno standard equilibrato adottato dalla maggior parte dei Paesi europei. Per questo motivo, prima di intervenire sulla tassazione, il Governo ritiene prioritario migliorare la capacità di riscossione e ridurre l’evasione.
La viceministra ha inoltre richiamato le criticità dell’attuale sistema di tassazione basato sul Gross Gaming Revenue (GGR), che consentirebbe pratiche elusive attraverso l’utilizzo dei bonus promozionali, con perdite per il bilancio pubblico stimate in centinaia di milioni di euro ogni anno. Già nel 2023 era stata predisposta una proposta per vietare tali bonus, mentre dal 2024 è in attesa di approvazione un regolamento destinato a rendere più trasparente la loro contabilizzazione e la dichiarazione dei reali volumi di gioco all’Agenzia nazionale delle entrate.
La revisione della legge dovrà quindi affrontare sia le criticità emerse negli ultimi anni sia le lacune della normativa secondaria, con l’obiettivo di rendere più coerente il quadro regolatorio del settore.







