HomeAttualitàBrasile blocca Polymarket e altre 27 piattaforme: stretta sui mercati predittivi

Brasile blocca Polymarket e altre 27 piattaforme: stretta sui mercati predittivi

In Brasile non è passato un semplice messaggio regolatorio, ma qualcosa di più strutturale. Il 24 aprile le autorità hanno disposto il blocco di 28 piattaforme di mercato predittivo, tra cui operatori noti come Polymarket e Kalshi. Una decisione che, al di là del numero di soggetti coinvolti, segna un cambio di approccio destinato a far discutere anche fuori dai confini nazionali.

L’aspetto più rilevante non è tanto il divieto in sé, quanto lo strumento utilizzato per arrivarci. Il Ministero delle Finanze non ha fatto leva sulla normativa sul gioco d’azzardo, come ci si sarebbe potuti aspettare, ma ha scelto di intervenire attraverso la disciplina dei servizi finanziari. In particolare, è stata richiamata una regola del Consiglio Monetario Nazionale che esclude sport, elezioni ed eventi sociali dall’ambito dei contratti derivati consentiti.

Una scelta che il ministro Durigan ha inquadrato come misura di tutela dei consumatori e di prevenzione dell’indebitamento delle famiglie. Ma che, nei fatti, ridefinisce il terreno di gioco regolatorio per un intero segmento di mercato.

Negli ultimi anni, infatti, molte piattaforme di previsione si sono presentate come operatori tecnologico-finanziari piuttosto che come soggetti riconducibili al gioco d’azzardo. Una strategia pensata proprio per restare fuori dal perimetro delle autorità di regolazione del gambling, sfruttando zone grigie normative e classificazioni ibride.

Il caso brasiliano dimostra ora che questa impostazione potrebbe non essere più sufficiente. Senza modificare una sola norma sul gioco, le autorità hanno individuato un percorso alternativo per intervenire, offrendo di fatto un modello replicabile anche in altri ordinamenti.

E i segnali in questa direzione non mancano. Negli Stati Uniti, diversi Stati – tra cui Minnesota, Hawaii, Illinois, New Jersey e New York – stanno già valutando interventi legislativi mirati su mercati predittivi e concorsi a premio. A Washington DC, una proposta normativa punta esplicitamente ai prodotti con doppia valutazione economica, prevedendo sanzioni fino a 500.000 dollari.

Il quadro che emerge è quello di una finestra regolatoria che si sta progressivamente restringendo. Per gli operatori del settore, l’idea di poter operare al riparo dalle norme sul gioco d’azzardo grazie a una qualificazione tecnica alternativa appare sempre più fragile.

Il punto, oggi, non è più stabilire se un prodotto rientri o meno nella definizione tradizionale di gioco. È capire se possa essere ricondotto ad altri ambiti regolatori, come quello finanziario, dove i margini di intervento delle autorità possono rivelarsi altrettanto incisivi.

Redazione Jamma
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