Il settore del gioco pubblico rappresenta un presidio strategico per la legalità, la tutela dei cittadini e la difesa dell’economia legale. È questo il messaggio lanciato dal tenente colonnello Ruggiero Bollino, capo Servizio Dogane, Monopoli e Accise del Comando Generale della Guardia di Finanza, intervenuto alla terza edizione degli Stati Generali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nella Sala Angiolillo di Palazzo Wedekind a Roma.
Nel corso del suo intervento Bollino ha sottolineato come il modello concessorio italiano non sia soltanto “un meccanismo regolatorio”, ma “una vera e propria scelta di politica sociale”, costruita per canalizzare la domanda di gioco all’interno di un circuito trasparente, tracciabile e controllabile, limitando così le possibilità di infiltrazione delle organizzazioni criminali.
Il rappresentante della Guardia di Finanza ha ricordato il peso economico del comparto, che negli ultimi quindici anni ha visto triplicare i volumi di raccolta, con un gettito erariale arrivato a circa 11 miliardi di euro. Una crescita accompagnata da profondi cambiamenti nelle modalità di gioco, accelerati dal passaggio verso il gioco online, che dal 2020 ha superato la raccolta della rete fisica.
Secondo Bollino, proprio questa evoluzione ha reso necessario il riordino normativo introdotto con il decreto legislativo 41 del 2024, finalizzato a rafforzare i presìdi di legalità, la cooperazione interistituzionale e i sistemi di tracciamento dei flussi finanziari.
Ampio spazio è stato dedicato ai rischi di riciclaggio nel comparto del gioco. “Il settore si presta a fenomeni di riciclaggio per la rapidità delle transazioni, la presenza di contante e la possibilità di frammentare i flussi finanziari”, ha spiegato Bollino, illustrando come le organizzazioni criminali utilizzino piattaforme illegali e reti parallele per reinmettere denaro di provenienza illecita nei circuiti legali.
Il tenente colonnello ha evidenziato anche il rischio di sovrapposizione tra rete legale e illegale, con operatori formalmente autorizzati che possono offrire accesso a piattaforme non consentite o diventare punti di infiltrazione per interessi criminali. “Il sistema autorizzatorio dell’Agenzia rappresenta un presidio essenziale nella fase iniziale di selezione degli operatori”, ha precisato.
Bollino ha poi richiamato il ruolo centrale della cooperazione tra Agenzia delle Dogane e Monopoli, Guardia di Finanza e forze di polizia attraverso le attività del Copregi, il Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale. Le campagne ispettive congiunte sulla rete fisica, ha spiegato, stanno producendo “ottimi risultati” sia nella tutela degli operatori regolari sia nella protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Rispondendo alle domande sul fenomeno dell’illegalità online, Bollino ha evidenziato come la diffusione di server esteri, siti non autorizzati e piattaforme di gaming collegate alle criptovalute stia rendendo il quadro sempre più complesso. “Abbiamo una doppia zona d’ombra – ha affermato – perché da un lato ci sono soggetti non autorizzati a raccogliere scommesse, dall’altro operatori che utilizzano strumenti finanziari fuori dai registri previsti”.
Una sfida che, secondo la Guardia di Finanza, richiede strumenti investigativi sempre più avanzati e una cooperazione rafforzata tra autorità nazionali e internazionali per intercettare flussi finanziari e attività criminali nel settore del gioco digitale.







