Digitalizzazione delle cartelle, terminali certificati, pagamenti cashless, reti interconnesse tra sale e un nuovo modello di gaming hall multiservizio: il Bingo italiano si prepara a una trasformazione profonda. In questa intervista a Jamma Magazine, il presidente di EGP-FIPE Emmanuele Cangianelli illustra le proposte avanzate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per la revisione del regolamento Bingo, con l’obiettivo di rendere il settore più moderno, sostenibile e competitivo, rafforzando al tempo stesso sicurezza, tracciabilità e integrazione tra retail e digitale.
Presidente Cangianelli, EGP-FIPE propone un Bingo sempre più digitale: quanto è urgente oggi superare il modello delle sale nato oltre vent’anni fa?
“La digitalizzazione del tradizionale gioco del Bingo, l’introduzione di terminali certificati, una maggiore flessibilità nella gestione dei premi e del palinsesto, modelli di gestione che favoriscano il cashless, secondo le politiche del Governo, e la creazione di reti di gioco interconnesso tra sale rappresentano le principali proposte di EGP FIPE, che abbiamo avanzato già da tempo nell’ambito del confronto avviato da ADM sulla revisione del regolamento Bingo. L’obiettivo è accompagnare il comparto verso un modello più moderno, sostenibile e tecnologicamente evoluto, capace di rilanciare le sale attraverso strumenti digitali, maggiore flessibilità gestionale, intervenendo anche su quei meccanismi operativi – come la struttura dei premi – che oggi limitano l’attrattività del gioco, e nuovi standard di sicurezza e tracciabilità”.
La dematerializzazione delle cartelle rappresenta una svolta storica: quali vantaggi concreti porterebbe a operatori, giocatori e controlli ADM?
“Le proposte, sviluppate con il contributo tecnico degli operatori, puntano innanzitutto alla smaterializzazione delle cartelle di gioco: in questo modello operativo le cartelle non sarebbero più legate esclusivamente al supporto cartaceo, ma generate dal sistema centrale ADM e trasmesse in tempo reale alle sale, per la stampa dedicata o l’utilizzo su terminali certificati presenti nelle sale stesse: una soluzione che consentirebbe di semplificare le procedure operative, ridurre i costi di gestione e migliorare il controllo delle attività di gioco, oltre a creare le basi tecniche per una gestione più evoluta e flessibile del prodotto.. Accanto alla digitalizzazione delle cartelle, abbiamo proposto l’aumento dei terminali di gioco dedicati, dotati di sistemi di pagamento elettronico integrati: le postazioni digitali potrebbero rappresentare una quota dei posti disponibili in sala, favorendo una transizione graduale verso modelli di gioco ibridi nei quali convivano supporti tradizionali e strumenti digitali e in cui risulti più semplice introdurre logiche di personalizzazione dell’offerta. Una transizione guidata dalle specifiche esigenze dei clienti dei differenti territori e delle singole sale”.
Le nuove postazioni digitali certificate con pagamenti elettronici integrati potrebbero cambiare radicalmente l’esperienza in sala. Come immagina il Bingo del futuro tra fisico e digitale?
“Riteniamo che questa evoluzione permetta alle sale Bingo di allinearsi agli standard tecnologici già presenti in altri segmenti del gaming pubblico ed in generale nel mondo retail. Per sostenere questa evoluzione servono investimenti in infrastrutture, software di gestione e sistemi di fidelizzazione. Ma per programmare investimenti di lungo periodo è necessario che il quadro concessorio garantisca prospettive adeguate agli operatori”.
Nelle vostre proposte si parla di sistemi cashless, wallet digitali e conti nominativi e si insiste molto sul tema della sicurezza tecnologica, con crittografia avanzata e auditing immutabile: pensa che il Bingo possa diventare un modello di riferimento per tracciabilità e sicurezza nel gioco pubblico?
“L’attenzione alla sicurezza è presente nelle concessioni ADM fin dai primi anni Duemila: a maggior ragione essa deve essere centrale oggi. Le proposte prevedono l’utilizzo di protocolli avanzati di crittografia, sistemi di auditing e strumenti di tracciabilità delle transazioni, in grado di garantire maggiore trasparenza e controllo: l’intenzione è quella di rafforzare le tutele sia per i giocatori che per gli operatori di sala, migliorando al tempo stesso l’efficienza dei controlli da parte dell’amministrazione. Più in generale, accompagnare, senza imporre, la fruizione dei servizi delle gaming halls con modalità di registrazione e pagamento digitale è semplicemente preparare la trasformazione tecnologica che anche i consumatori stanno progressivamente inserendo nella loro quotidianità. EGP-FIPE sostiene in particolare una accelerazione verso i pagamenti cashless, permessi nelle sale dal 2022: l’acquisto delle cartelle e la riscossione delle vincite potrebbero avvenire permettendo soluzioni con uso di ticket, carte elettroniche, wallet digitali; un passaggio che consideriamo strategico, assieme all’introduzione di maggiore flessibilità nella definizione dell’offerta, per aumentare la tracciabilità delle operazioni, ridurre l’utilizzo del contante e favorire l’integrazione tra retail e digitale”.
Il progetto Bingo Net punta a collegare più sale con estrazione unica centralizzata. Sarebbe una rivoluzione per il mercato italiano: quali effetti potrebbe avere sulla raccolta e sulla sostenibilità delle sale meno performanti?
“Bingo Net è semplicemente una soluzione di gioco che consentirebbe, attuando disposizioni vigenti da oltre 20 anni, il collegamento simultaneo di più sale attraverso una rete centralizzata con estrazione unica, che si prevede gestita dall’Agenzia. La proposta mira a creare sessioni condivise tra diverse sale, aumentando la liquidità di gioco e rendendo più attrattiva l’offerta, soprattutto nelle fasce orarie a minore affluenza. È uno degli altri elementi che proponiamo per avvicinare il ritorno degli investimenti nei diritti concessori che saranno richiesti, senza rischiare di non adeguare l’offerta di gioco del bingo alla sua domanda potenziale e di continuare, in molti casi, a proporre il gioco in modo diseconomico per il concessionario della sala”.
Le vostre proposte prevedono anche una riduzione della capienza minima delle sale da 300 a 200 posti. È un modo per salvaguardare le realtà medio-piccole o immagina un nuovo modello di distribuzione territoriale?
“Tutte le analisi e le proposte che abbiamo elaborato sono mirate a favorire la continuità operativa delle sale che hanno resistito fino ad oggi con l’offerta del gioco del bingo: le proposte di revisione toccano inevitabilmente anche gli aspetti organizzativi delle sale, pensati oltre un quarto di secolo fa. Suggeriamo una riduzione della capienza minima da 300 a 200 posti e la revisione dei vincoli sugli spazi tecnici non destinati alle attività di gioco: misure che certamente potrebbero favorire la sostenibilità economica di tutte le attuali strutture e sostenere in particolare la continuità delle realtà di dimensioni medio-piccole”.
Lei ha più volte detto che il Bingo non può più vivere come mono-offerta ma deve evolvere verso una “Gaming Hall multiservizio”. Cosa significa concretamente per gli imprenditori del settore?
“Semplicemente, non solo per gli imprenditori ma ancora prima per regolatori e legislatori, fotografare la realtà: dai dati medi disponibili non è più economicamente sostenibile gestire sale il cui risultato economico positivo derivi solo dal gioco del bingo. A meno di non rivoluzionare il modello concessorio come lo conosciamo oggi, occorre favorire la raccolta del bingo in quelle che sono già Gaming halls, sostenendo anzi questo prodotto a fianco delle aree scommesse, degli spazi per le gaming machines, di una ristorazione di qualità e di altri contenuti di intrattenimento. La riattribuzione delle concessioni per nove anni, con la qualificazione dell’offerta di gioco specializzata, dovrebbe essere l’occasione per certificare questo modello di retail entertainment, che in molti casi è già stata la scelta di imprese del comparto”.
In diversi interventi lei ha sottolineato che il retail resta un presidio di legalità fondamentale, mentre il gioco online continua a crescere rapidamente. Come si costruisce oggi un equilibrio sostenibile tra rete fisica e digitale?
“È evidente da tempo che l’integrazione omnicanale nel nostro Paese nasce dalla rete fisica; essa, col suo imprinting di presidio di legalità deve operare come porta d’accesso sicura e garantita anche per l’ambiente digitale: pensiamo all’esigenza attuale di portare pagamenti sicuri e verificati verso il gioco a distanza attraverso i PVR. È necessario però completare, ed in fretta, il quadro regolatorio in modo omogeneo, valorizzando la complementarità dei due canali, senza penalizzare il territorio e lasciando le scelte del consumatore al centro: solo combinando la sicurezza del controllo umano con l’innovazione tecnologica potremo garantire la gestione sostenibile del settore, che protegga i consumatori e continui a contrastare efficacemente il gioco illegale”.







