Nuovo passaggio giudiziario nella complessa vicenda delle concessioni Bingo in proroga. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha infatti presentato al Consiglio di Stato un’istanza di chiarimenti sulle modalità di esecuzione della recente sentenza della VII Sezione relativa al regime di proroga tecnica delle concessioni scadute o in scadenza e al pagamento del relativo canone di indennità. La questione sarà discussa nell’udienza fissata per domani, 21 maggio, davanti alla Settima Sezione di Palazzo Spada. Nel calendario processuale il procedimento risulta iscritto come “ricorso per ottemperanza ex art. 112, comma 5, del Codice del processo amministrativo”, formula che individua uno strumento particolare attraverso cui una pubblica amministrazione può chiedere al giudice di precisare in che modo una sentenza debba essere concretamente applicata.
Non si tratta quindi di un nuovo giudizio sul merito della controversia Bingo, ma di una fase esecutiva e interpretativa. ADM, in sostanza, chiede al Consiglio di Stato di chiarire quali criteri debbano essere seguiti per dare attuazione alla decisione già pronunciata e per adottare la futura determina amministrativa destinata a fissare i parametri economici del canone dovuto dai concessionari durante la proroga tecnica. Al centro della vicenda resta il tema, da anni estremamente sensibile per il comparto, della gestione delle concessioni Bingo prorogate in assenza della nuova gara pubblica. In questo lungo periodo transitorio gli operatori hanno continuato a esercitare l’attività versando canoni e corrispettivi aggiuntivi, spesso contestati davanti alla giustizia amministrativa. La precedente sentenza del Consiglio di Stato ha infatti inciso proprio sui criteri di determinazione di tali importi, aprendo ora la necessità di definire con maggiore precisione: la natura del canone di indennità; le modalità di quantificazione; l’ambito temporale di applicazione; gli effetti sulle eventuali sospensioni dei pagamenti già disposte. La richiesta di ADM appare finalizzata a evitare applicazioni difformi della sentenza e nuovi contenziosi seriali in una fase particolarmente delicata per il settore. Il Consiglio di Stato potrebbe quindi fornire indicazioni operative molto rilevanti sui margini di discrezionalità dell’Agenzia e sui limiti entro cui potranno essere richiesti i pagamenti agli operatori.







