Dopo anni di crescita costante, il mercato del gioco in Belgio segna nel 2024 una brusca inversione di tendenza. Il dato più significativo che emerge dal rapporto finanziario della Autorità per il gambling è la contrazione complessiva del settore, con un calo del 4,86% del Gross Gaming Revenue, che scende a circa 1,61 miliardi di euro.
Si tratta di un passaggio rilevante perché interrompe una fase espansiva durata almeno quattro anni, trainata soprattutto dal digitale. Per la prima volta, infatti, anche l’online mostra segnali di rallentamento, mentre il comparto fisico registra una flessione ben più marcata.
Online dominante, ma in frenata
Il mercato resta ormai strutturalmente sbilanciato verso il digitale: nel 2024 l’online rappresenta il 57% del totale del GGR, contro il 43% dell’offline.
Tuttavia, proprio il segmento che negli ultimi anni aveva sostenuto la crescita mostra ora un rallentamento inatteso. Il GGR online cala del 2,7%, attestandosi a poco più di 919 milioni di euro.
Il dato è particolarmente significativo se confrontato con il passato recente: tra il 2020 e il 2023 il digitale era cresciuto di circa il 60%, con un +18% solo nel 2023. La frenata del 2024 segna quindi un cambio di fase.
All’interno dell’online emergono dinamiche differenziate. I casinò online continuano a crescere (+8,7%), arrivando a rappresentare oltre la metà del mercato digitale.
Al contrario, crollano i siti legati alle sale giochi (-23,8%), mentre le scommesse online restano sostanzialmente stabili (-2,1%).
Il risultato complessivo è una ricomposizione dell’offerta: meno piattaforme ibride e maggiore concentrazione sui prodotti casinò.
Retail in difficoltà: il calo più netto
Se l’online rallenta, è il comparto fisico a registrare la contrazione più evidente. Il GGR offline scende del 7,6%, fermandosi a circa 690 milioni di euro.
All’interno del retail, la situazione è tutt’altro che omogenea. Resistono casinò e sale giochi, che mostrano ancora una crescita moderata (rispettivamente +3,7% e +4,2%).
Il vero punto critico riguarda invece i segmenti più diffusi sul territorio. Le attività nei bar (apparecchi e bingo) registrano un calo del 18%, mentre il comparto delle scommesse terrestri scende del 13,6%.
Il dato riflette una trasformazione strutturale: il gioco diffuso e di prossimità perde peso, mentre resistono le location più strutturate.
Scommesse: meno punti fisici, mercato in contrazione
Il settore delle scommesse conferma le difficoltà già emerse negli ultimi anni. Il GGR complessivo scende del 6,6%, con una forte divergenza tra offline e online.
Le scommesse online rappresentano ormai quasi i due terzi del mercato (63,8%), mentre i punti fisici continuano a perdere terreno.
Particolarmente significativa la flessione delle agenzie: il GGR dei betting shop cala di quasi il 18%.
Anche altri canali tradizionali mostrano debolezza: le scommesse nei punti vendita e nelle edicole sono in calo, mentre il segmento delle corse ippiche continua a ridursi.
Dal punto di vista dei prodotti, le scommesse sportive restano centrali e crescono del 4%, mentre crollano le altre tipologie, in particolare quelle su eventi e virtuali (-44,7%).
Apparecchi e bingo: ritorno ai livelli pre-picco
Il comparto degli apparecchi nei bar e delle attività assimilate registra una delle flessioni più marcate. Il GGR complessivo scende del 21,7%, tornando ai livelli del 2022.
Il calo riguarda in particolare le bingo machine (-24,7%) e gli apparecchi presenti nei punti scommesse (-31,5%).
Si tratta di un segnale importante perché evidenzia la difficoltà del gioco a bassa soglia di ingresso, storicamente molto diffuso, che oggi appare sempre più esposto alla concorrenza del digitale.
Il quadro: meno crescita, più regolazione
Il rapporto offre anche una chiave interpretativa chiara. Come sottolinea la presidente Magali Clavie, le nuove misure regolatorie stanno incidendo in modo concreto sul mercato: “è evidente che le nuove regole […] hanno avuto un impatto reale sulle attività registrate dagli operatori legali e hanno rallentato la crescita del settore privato”.
Tra queste misure rientrano il divieto di cumulo delle licenze online, l’innalzamento dell’età minima a 21 anni, il divieto di bonus e le restrizioni pubblicitarie.
Ma il dato più interessante, dal punto di vista di mercato, è un altro: la regolazione potrebbe non aver ridotto la domanda, ma averne modificato i canali. La stessa autorità non esclude infatti che una parte dei giocatori si sia spostata verso l’offerta illegale, “sempre più visibile, accessibile e attraente”.
Un mercato in fase di assestamento
Il 2024 segna quindi un punto di svolta. Non si tratta semplicemente di un calo congiunturale, ma di una fase di assestamento in cui si ridefiniscono gli equilibri tra online e offline, tra prodotti e canali distributivi.
Il digitale resta dominante, ma non cresce più come in passato. Il retail perde peso, soprattutto nei segmenti più frammentati. E le scommesse, pur restando centrali, mostrano segnali di maturità.
Il vero nodo, ora, è capire se questa frenata rappresenti una normalizzazione del mercato o l’inizio di una fase più strutturale di trasformazione, anche alla luce dell’impatto crescente della regolazione e della concorrenza dell’offerta non autorizzata.







