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Antiriciclaggio e gambling, il GAFI promuove l’Italia ma avverte: nuove tecnologie e gioco restano aree a rischio

Il sistema italiano di prevenzione e contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo ottiene una valutazione positiva a livello internazionale. È quanto emerge dal nuovo Mutual Evaluation Report del GAFI-FATF (Gruppo di Azione Finanziaria), approvato nel corso della sessione plenaria svoltasi a Città del Messico.

Il nuovo rapporto di valutazione del GAFI sull’Italia fotografa un sistema antiriciclaggio nel complesso solido, ma lascia emergere con chiarezza un dato che riguarda da vicino anche il settore del gioco: il gambling continua a rappresentare una componente strutturale del rischio di riciclaggio, inserita stabilmente tra le principali attività economiche esposte a possibili abusi.

Nel documento pubblicato nell’aprile 2026, il GAFI colloca infatti il gioco d’azzardo tra i reati presupposto del riciclaggio, insieme a fenomeni ben più consolidati come traffico di droga, corruzione ed evasione fiscale. Non è un dettaglio marginale. Significa, piuttosto, che il gambling viene considerato parte integrante dell’ecosistema criminale che alimenta i flussi finanziari illeciti, anche se non al livello più elevato di rischio.  

Il quadro che emerge è quello di un settore che, pur non essendo classificato tra i più critici in termini assoluti, mantiene una vulnerabilità significativa. Il gioco compare infatti nella fascia intermedia dei reati generatori di proventi illeciti, accanto a frodi e usura, a testimonianza di una capacità persistente di essere utilizzato come strumento di reinserimento di capitali nel circuito legale.  

A pesare è soprattutto la natura stessa dell’attività. Il gambling consente una circolazione rapida di denaro e, in alcuni casi, la possibilità di trasformare fondi di origine illecita in vincite apparentemente legittime. Il rapporto non entra nel dettaglio delle singole modalità operative, ma il riferimento alla posizione del settore nel quadro generale dei rischi è sufficiente a confermare una valutazione ormai consolidata a livello internazionale.

Accanto a questo, il GAFI richiama l’attenzione su un elemento destinato a incidere sempre di più anche sul mondo del gioco: l’impatto delle nuove tecnologie. Nel report si sottolinea come l’Italia abbia incluso nelle proprie analisi rischi emergenti legati a strumenti innovativi come crypto-asset, NFT e nuovi modelli di business digitali.  

È un passaggio chiave perché queste innovazioni stanno progressivamente ridefinendo i confini del gambling, soprattutto online. L’utilizzo di valute virtuali e piattaforme digitali introduce infatti ulteriori criticità in termini di tracciabilità e identificazione degli utenti, aumentando il rischio di utilizzo improprio.

Il GAFI riconosce che l’Italia dispone di strumenti avanzati per affrontare questi scenari, a partire da un sistema di analisi dei rischi considerato “ragionevolmente solido” e da un buon livello di coordinamento tra autorità. Tuttavia, emerge anche una certa eterogeneità nella comprensione dei rischi tra i diversi settori non finanziari, segnale che il livello di consapevolezza non è ancora uniforme.  

In questo contesto, il gambling si colloca in una posizione particolare: non è il principale driver del riciclaggio, ma resta uno snodo rilevante, soprattutto in combinazione con altri fenomeni criminali. Ed è proprio questa natura “ibrida” a renderlo difficile da presidiare in modo efficace

Redazione Jamma
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