A pochi giorni dall’inizio della Coppa del Mondo di calcio 2026, l’Autorité Nationale des Jeux (ANJ), l’autorità francese di regolamentazione del gioco, ha avviato una nuova campagna di sensibilizzazione sui rischi legati alle scommesse sportive. L’iniziativa, intitolata “Zone à risques” (“Zona a rischio”), punta a mettere in evidenza i pericoli della dipendenza dal gioco, con particolare attenzione ai giovani, categoria che rappresenta una quota significativa degli scommettitori.
Secondo uno studio realizzato da Toluna-Harris Interactive per l’ANJ, il 57% dei francesi prevede di seguire la Coppa del Mondo di calcio 2026. Tra questi, il 41% intende effettuare scommesse presso operatori autorizzati, una percentuale in aumento di cinque punti rispetto al Mondiale del 2022 e di sei punti rispetto agli Europei del 2024.
L’interesse è particolarmente elevato tra gli under 35, dove la quota raggiunge il 54%. Inoltre, il 30% di coloro che prevedono di scommettere dichiara di voler spendere più denaro rispetto alle precedenti competizioni internazionali, contro il 19% registrato nel 2022.
Il calcio continua a dominare il mercato francese delle scommesse sportive, rappresentando il 55% delle giocate. Nel 2025 le puntate online sul calcio hanno superato i 6 miliardi di euro, mentre il Mondiale del 2022 aveva generato oltre 900 milioni di euro di raccolta tra canali online e punti vendita fisici. Per l’edizione 2026, grazie anche al nuovo formato della competizione, le stime indicano una possibile raccolta vicina a 1,2 miliardi di euro.
La ricerca evidenzia una crescente consapevolezza dei rischi associati alle scommesse sportive. L’83% dei francesi riconosce infatti il potenziale rischio di dipendenza legato a questa attività, una quota che sale al 91% tra coloro che intendono scommettere durante il torneo. Rispetto al 2022, il livello di percezione è aumentato di 14 punti percentuali.
Nonostante questa maggiore consapevolezza, oltre un terzo degli scommettitori abituali afferma di aver sperimentato almeno una volta la sensazione di perdere il controllo del proprio comportamento di gioco. Il dato raggiunge il 67% tra i giovani sotto i 25 anni.
Anche l’impatto sociale appare significativo: un francese su cinque dichiara di conoscere una persona vicina che ha perso il controllo delle proprie scommesse, percentuale che arriva al 48% tra i più giovani.
Secondo l’Observatoire Français des Drogues et des Tendances Addictives (OFDT), nel 2023 il 15,3% degli scommettitori sportivi francesi presentava comportamenti problematici. Tra i segnali più frequenti figurano il tentativo di recuperare le perdite attraverso nuove puntate, l’utilizzo di somme superiori a quelle che ci si può permettere di perdere e il senso di colpa legato all’attività di gioco.
Ideata dall’agenzia LIBRE, la campagna “Zona a rischio” reinterpreta il tradizionale banner giallo presente nelle pubblicità dei giochi con vincita in denaro, trasformandolo in un nastro di segnalazione utilizzato normalmente per delimitare aree pericolose.
Il messaggio vuole mostrare in modo immediato il percorso che può portare alla dipendenza: si inizia a giocare, si perde, si cerca di recuperare le perdite, si aumentano le puntate, emergono rabbia e isolamento, fino a perdere interesse perfino per l’evento sportivo che aveva motivato la scommessa.
Lo slogan scelto per la campagna è: «Giocare in modo eccessivo significa entrare in una zona a rischio».
Per rendere il concetto più concreto, l’ANJ ha realizzato un’installazione pubblica immersiva, ricostruendo un salotto all’interno di uno spazio urbano delimitato dal nastro giallo. Durante la trasmissione di una partita, un attore ha simulato i comportamenti tipici di uno scommettitore in difficoltà, mostrando l’accumularsi delle perdite, il desiderio di recuperarle e le conseguenze emotive che ne derivano.
La campagna rimanda inoltre al portale Evalujeu, uno strumento che consente ai giocatori di valutare le proprie abitudini di gioco, ricevere consigli personalizzati e accedere ai servizi di supporto disponibili per loro e per i familiari.
La presidente dell’ANJ, Isabelle Falque-Pierrotin, ha sottolineato come l’avvicinarsi della Coppa del Mondo rappresenti un momento particolarmente delicato per il settore.
Secondo la dirigente, il numero crescente di partite, la maggiore esposizione pubblicitaria e le numerose opportunità di scommessa si accompagnano a un aumento dei giocatori problematici e del loro peso nei ricavi degli operatori. I risultati dell’indagine Toluna-Harris confermano inoltre una crescita sia nel numero di persone intenzionate a scommettere sia negli importi previsti, evidenziando una particolare vulnerabilità tra i giovani scommettitori.
Per queste ragioni, l’ANJ ritiene fondamentale rafforzare le attività di prevenzione e sensibilizzazione, rendendo visibili i rischi reali che possono nascondersi dietro una pratica sempre più diffusa durante i grandi eventi sportivi.






