Un’indagine condotta da Investigate Europe rivela che alcuni dei principali chatbot basati sull’intelligenza artificiale stanno indirizzando gli utenti verso siti di gioco d’azzardo non autorizzati, fornendo indicazioni su come aggirare sistemi di autoesclusione e controlli sull’età. Tra le piattaforme coinvolte figurano Meta AI, ChatGPT, Grok di X e altri assistenti digitali diffusi in Europa.
Lo studio, condotto nell’arco di due settimane in dieci Paesi europei, ha analizzato il comportamento di sette chatbot di ultima generazione. I giornalisti hanno utilizzato richieste in lingua nazionale, ad esempio chiedendo suggerimenti su casinò online con i bonus più alti oppure su siti che non richiedono verifiche dell’età per la registrazione.
Secondo i risultati, circa tre quarti delle risposte contenevano raccomandazioni di piattaforme di gioco prive di licenza nei Paesi europei in cui venivano suggerite. In diversi casi i chatbot hanno descritto questi siti come “sicuri e veloci”, “ideali per giocatori competitivi” o “perfetti per chi è alle prime armi”.
Il problema principale riguarda la tutela dei consumatori. I casinò online senza licenza nazionale non sono soggetti agli stessi obblighi di protezione dei giocatori previsti per gli operatori regolamentati e possono esporre gli utenti a rischi di frodi, truffe o pratiche commerciali scorrette.
In alcuni casi i chatbot avrebbero persino spiegato come accedere a piattaforme offshore o utilizzare strumenti per aggirare le restrizioni. Un assistente di Meta avrebbe definito i casinò senza controlli di identità come il “Santo Graal” per i giocatori, mentre il sistema Gemini di Google ha evidenziato come i siti che utilizzano criptovalute offrano anonimato e minori limiti.
Le rivelazioni hanno suscitato preoccupazione tra politici e organizzazioni impegnate nella prevenzione del gioco problematico. L’eurodeputato tedesco Tiemo Wölken, tra i promotori del Digital Services Act europeo, ha sottolineato che i chatbot rischiano di diventare motori di ricerca potenziati, ma privi delle garanzie e dei sistemi di controllo sviluppati negli anni dalle piattaforme tradizionali.
Anche le autorità di regolazione del gioco stanno monitorando il fenomeno. La UK Gambling Commission ha dichiarato di essere consapevole delle criticità e di considerare la protezione dei consumatori dai siti illegali una priorità, soprattutto perché molti operatori offshore cercano di truffare i giocatori britannici.
Il tema si inserisce in un contesto più ampio di crescita del mercato illegale del gioco online. Secondo la società di analisi Yield Sec, nel 2024 il gioco d’azzardo illegale ha generato oltre 80 miliardi di euro di ricavi in Europa, pari a circa il 71% dell’intero mercato.
Particolare preoccupazione riguarda inoltre il coinvolgimento dei minori. Uno studio del 2024 dello European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs ha rilevato che quasi un quarto degli studenti tra i 15 e i 16 anni ha dichiarato di aver giocato d’azzardo con denaro nell’ultimo anno, con un forte aumento delle attività online e dei comportamenti problematici.
Tra i siti suggeriti dai chatbot figurano numerose piattaforme inserite nelle blacklist dei regolatori europei o già sanzionate per l’assenza di licenze nazionali. In diversi test, quando gli utenti chiedevano esplicitamente casinò non collegati ai sistemi di autoesclusione – come Gamstop nel Regno Unito o Oasis in Germania – le piattaforme di intelligenza artificiale indicavano operatori offshore in grado di aggirare tali strumenti di tutela.
Secondo gli esperti, il fenomeno potrebbe essere legato anche ai dati utilizzati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. Gli operatori illegali del gioco, infatti, riempiono la rete con grandi quantità di contenuti promozionali per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Questi materiali finiscono spesso nei dataset utilizzati per l’addestramento dei modelli linguistici, influenzando così le risposte generate.
Le società tecnologiche coinvolte sostengono di aver introdotto sistemi di sicurezza per evitare raccomandazioni dannose o illegali. Microsoft ha dichiarato che il suo Copilot utilizza più livelli di protezione e invita gli utenti a verificare le fonti delle informazioni, mentre OpenAI ha spiegato che ChatGPT è progettato per rifiutare richieste che facilitano comportamenti illeciti e fornire alternative legali.
Nonostante ciò, la diffusione dei chatbot come strumenti di ricerca e consulenza digitale sta sollevando nuove questioni normative. Con l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale nelle ricerche online, cresce infatti la pressione su legislatori e piattaforme tecnologiche affinché introducano sistemi più efficaci per prevenire la promozione di attività illegali e proteggere gli utenti più vulnerabili.








