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Via le scommesse virtuali dalle sale giochi inglesi. Per gli operatori è una violazione della legge sui diritti umani

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

15 febbraio 2012 - 12:44


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(Jamma) La reputazione di cui gode la Gambling Commission inglese e che ne ha fatto negli anni una sorta di modello per molte autorità del gioco europee rischia di essere fortemente compromessa dalla protesta messa in atto dagli operatori dell’automatico da intrattenimento riuniti sotto la sigla di Bacta. La Bacta conta circa 600 soci ed è in assoluto una delle organizzazioni imprenditoriali più influenti del Paese. Notoriamente incline al dialogo e sempre molto disponibile a confrontarsi con il Governo in una logica di dialogo collaborativo, l’associazione ha deciso di scendere in campo contro la Gambling Commission accusata di parzialità e di connivenza con gli operatori di scommesse. Tutto ha inizio quando il regolatore fa sapere di essere deciso ad applicare con rigore la norma che autorizza l’uso di una specifica categoria di apparecchi, tecnicamente noti come macchine categoria B2, e conosciute dagli operatori come Fixed odds betting machines. Sono apparecchi da gioco introdotto inizialmente sul mercato allo scopo di permettere le puntate su corse vituali e successivamente utilizzate per gioco tipo roulette con possibilità di erogare premi molto più alti di quelli delle Awp, apparecchi da intrattenimento a vincita limitata. Questi apparecchi, che fanno la loro comparsa inizialmente nelle sale scommesse, sono stati fortemente osteggiati dagli operatori dell’automatico costretti poi ad adottarli visto che il Governo non ha mai preso posizioni e che la concorrenza stava mettendo in forte crisi i bilanci delle aziende di settore.

Dopo anni di indifferenza, caratterizzati dalla promosse del Governo di accertarsi circa la loro pericolosità in termini di gioco compulsivo, la Gambling Commission ha deciso di muoversi chiedendo ai proprietari delle sale giochi di disinstallare le Fobt’s basandosi sul fatto che la loro licenza di attività di gioco primaria è diversa da quella delle sale scommesse. Dopo il danno la beffa, ma gli operatori questa volta non intendono adottare la consueta strategia del dialogo.

L’associazione ha formalmente inviato una proposta alla Commissione e ha chiesto una revisione formale degli interventi. Le licenze di sale scommesse hanno il diritto di utilizzare al massimo quattro apparecchi tipo Fobt’s e molti bookmaker da tempo le hanno affiancate alle loro attività di scommesse live. Il che costituisce ormai una parte rilevante dei loro incassi.

 

Bacta accusa la Commissione di condurre una vera e propria battaglia contro le imprese indipendenti che hanno utilizzato le stesse regole per competere con i bookmakers, creando all’interno delle loro strutture, come spazio chiuso e ingresso indipendente, un’area nella quale installare le macchine per le scommesse virtuali ottenendo anche la relativa licenza. Oggi molti di loro sono stati convocati dalla Commissione per ‘rivedere’ la loro licenza arcade.
L’associazione sostiene che tutto questo è contrario alle pratiche normali tra la Commissione e l’associazione, tutto tradizionalmente passa attraverso un processo di consultazione prima che ogni azione venga avviata. L’associazione lamenta, inoltre, che la Commissione sta agendo al di fuori della legge “in modo aggressivo con l’obiettivo di opporsi contro il singolo sito o piccoli operatori che hanno applicato in modo trasparente le regole previsti per gli operatori di scommesse.”

 

Bacta insiste sul fatto che l’azione della Commissione è “basata su una interpretazione infondata nel diritto e che la Commissione non ha prodotto alcun parere giuridico su cui basare la sua opinione.” Si lamenta inoltre che la Commissione sta colpendo solo i piccoli operatori e non i grandi operatori nazionali ed è attualmente in violazione della legge sui diritti umani.
La prima udienza relativa a un membro Bacta e la Commissione su una licenza di scommesse  si terrà il 20 febbraio e l’associazione chiede che l’udienza sia sospesa in attesa dell’esito della sua denuncia.

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