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Sale slot a Verona, La Sentinella: “Modello proibizionista fallito, favorisce la criminalità”

In: Associazioni

22 gennaio 2016 - 10:00


comune verona

(Jamma) – L’associazione culturale La Sentinella, con sede a Bolzano e presente su tutto il territorio nazionale,
combatte da tempo contro le dipendenze patologiche da gioco d’azzardo, specialmente per tutelare le famiglie. Su sollecitazione degli iscritti veronesi il presidente dell’Associazione, Luigi Nevola, diffonde la seguente nota:

 

“Stiamo seguendo con attenzione il dibattito politico in corso a Verona a proposito di sale slot, purtroppo dobbiamo riscontrare per l’ennesima volta che come capita in molti comuni italiani, questo è caratterizzato in particolare dalla sterile contrapposizione politica, da posizioni partigiane e dal ‘regolamenti di conti’ interni agli schieramenti politici. Così che gli interessi dei cittadini e delle persone affette da gap passano in secondo piano.

 

A Bolzano in particolare, ma anche in altre realtà italiane di cui ci siamo occupati, abbiamo sperimentato il modello proibizionista sul gioco in diverse forme, come tentativo in buona fede di debellare il gioco d’azzardo lecito al fine di aiutare i giocatori affetti da dipendenza patologica. Nulla di più errato e pericoloso. E’ stato provato in questi anni che il proibizionismo o le eccessive restrizioni nel settore del gioco d’azzardo, non producono risultati migliorativi per la popolazione o per i malati di gioco patologico, ma a che al contrario non fanno che spingerli verso l’illegalità e favorire le organizzazioni criminali che subito riempiono il vuoto lasciato dal gioco legale sul territorio. In virtù della nostra esperienza e della nostra collaborazione con il presidente della ‘Società italiana intervento patologie compulsive’, Prof. Cesare Guerreschi, tra i massimi esperti internazionali di patologie legate alle dipendenze, possiamo affermare con sicurezza che il modello proibizionista o fortemente limitativo delle attività di gioco lecito, come quello che si sta ipotizzando di mettere in essere a Verona, è fallito e che non possa essere contemplato tra quei modelli che contribuiscono a limitare la proliferazione delle dipendenze legate al gioco. Il nostro auspicio è che il Comune di Verona possa trovare nei prossimi mesi una soluzione o una mediazione ragionata, coinvolgendo tutte le parti in causa: gli esperti del settore, gli esperti clinici, la politica tutta, i cittadini e gli addetti del settore del gioco. Le parole chiave per le amministrazione dovrebbero essere: prevenzione, regolamentazione, informazione e mai limitare al confine col proibire. Noi siamo a disposizione per fornire il nostro contributo volontario in questo senso”.

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