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Trento. Per l’Unione commercio, sul gioco d’azzardo serve maggior educazione del cittadino

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni, Cronache

21 marzo 2012 - 10:09


slotdi

Friuli Venezia Giulia. Dall’Udc un pdl per togliere le slot dai locali

(Jamma) Giorgio Buratti, presidente dei pubblici esercenti dell’Unione commercio di Trento, dice sì ad un tavolo di confronto sulle norme che regolano il gioco d’azzardo, al quale siedano però anche gli imprenditori che rappresenta. Il rappresentante dei baristi spiega che la sua categoria è disponibile a discutere della questione, però vuol dire la sua opinione: «Ovviamente abbiamo discusso della questione nella categoria – spiega – Il problema esiste e però, poiché si tratta di un problema serio, siamo disponibili a dare il nostro contributo, purché le intenzioni siano altrettanto serie. Non accettiamo regole imposte dall’alto. Non servono norme restrittive e plateali, magari per cercare il consenso. Le distanze di sicurezza dai luoghi cosiddetti sensibili ad esempio non servono secondo noi, perché i minorenni per legge comunque non possono giocare, e le altre categorie di giocatori a rischio, se ci sono regole limitative, trovano altri modi di giocare. Bisogna sentire chi lavora nel settore, confrontarsi su idee e soluzioni».
In ogni caso Buratti non accetta che si colpevolizzino le slot machine nei locali pubblici e in generale ritiene che il problema non sia l’accesso alle possibilità di gioco. «Il gioco è sempre esistito, solo che adesso i numeri emergono con più chiarezza perché alcuni giochi sono stati legalizzati, ad esempio il poker online. Certo, il fenomeno adesso è in crescita, come succede nelle situazioni di crisi economica».
La soluzione per Buratti non passa tanto dalle norme, quanto dall’educazione del cittadino. «Manca una preparazione degli individui su questo fronte- assicura- ed è su quello che si deve agire, altrimenti si sposta solo il problema». Infine chiude con una polemica e una proposta: «La Provincia incassa i nove decimi delle tasse sul gioco d’azzardo: perché non si usano quei soldi per campagne contro l’abuso?» si chiede.

 

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