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Tanto tuonò che piovve… lettera aperta di Franco Masini

In: Associazioni, Personaggi

8 maggio 2012 - 16:23


rain

(Jamma) – “Fin dai tempi di Adamo ed Eva – scrive alla redazione di Jamma, Franco Masini – ci si poneva l’annoso problema se le Newslot volute dalla legge 326, fossero sicure oppure no.

Con l’andar dei secoli il problema ha assunto dimensioni talmente abnormi che persino Noè si arrese e prima di morire annullò il vecchio testamento e ne auspicò uno nuovo, che regolarmente venne fatto. Saltiamo i secula seculorum e arriviamo ai giorni nostri sul suolo del nostro bel paese. Ormai da tempo, a sentire le campagne stampa su tutti i media nazionali, salta agli occhi di tutti in modo prepotente, che il dilemma è ancora irrisolto, anzi a dire il vero siamo proprio sull’orlo di una crisi esistenziale irreversibile dalle conseguenze inimmaginabili ma niente paura, lo stellone nazionale brilla e brillerà sempre. Andiamo con ordine e iniziamo a ragionare seriamente prendendo notizie e dati ufficiali di alcune realtà sociali, per arrivare a conclusioni logiche e condivisibili, che possano produrre risultati positivi. A questo punto l’elemento alla base di questo ragionamento è: conoscere la percentuale di violazioni in un determinato settore che in conseguenza di ciò, indurrebbe ad un intervento correttivo veramente significativo.
Girando qua e là su internet alla ricerca di questi dati, trovo che in una mite provincia italiana quale è Como, nel solo 2011 a fronte di 372,134 veicoli circolanti ci sono state ben 69,613 violazioni pari al 18,75 % dell’ intero parco macchine circolante, mentre da un indagine della Guardia di Finanza di Marzo 2012 sui distributori di carburante, uno su due è risultato irregolare, quindi da un complicatissimo calcolo matematico le irregolarità sono pari al 50% .
Tralasciamo tante altre innumerevoli violazioni normative ai danni dello Stato e dei cittadini in genere, sempre con percentuali a due cifre e veniamo alle slot machine. A guardar bene i dati ufficiali diramati dai Monopoli di Stato in data 24 aprile 2012, su 415,543 Nulla Osta rilasciati ben, 1918 sono state le violazioni con conseguenti sequestri e qui la percentuale diventa a tre cifre. 0,46%.
Ora parliamoci chiaro, bisogna rendere sicure queste slot machine! No? Caspita con questi numeri aveva ragione Adamo e sopra tutto Eva, che gioco forza ha ripiegato sull’Apple! Insomma bisogna fare assolutamente delle slot più sicure, che possano permettere a molti di dormire più tranquillamente e ad altri di riempire nuovamente i loro forzieri già pieni di dobloni d’oro frutto degli arrembaggi degli anni precedenti.
Si perché se vogliamo parlare seriamente una volta per tutte, qualcuno spieghi cosa si intende per sicurezza dal momento che in quasi tutti i settori umani ci sono violazioni alle leggi di ben altra portata percentuale. Il settore è veramente allo stremo e chi lo nega, o un abitante del pianeta Marte oppure un criminale. Ho visto gestori piangere e mollare tutto perché è proprio questo che molti vorrebbero. Tanti però non molleranno.
Con tutti i sacrifici fatti in questi ultimi otto anni dal solo soggetto veramente vessato in ogni modo e maniera, il gestore, questa logica del cambio coatto imposto al di là di ogni logica razionale, credo che sia solo finalizzata a dare il colpo di grazia ad una categoria che ha sempre avuto l’unico torto di non essersi mai difesa politicamente con quella grinta che le varie situazioni richiedevano.
I signori che stanno dietro a tutto, ancora una volta non hanno capito che questo la lavoro non è ricco di per sé, ma è ricco perché siamo noi a farlo tale. Il terreno su cui è potuto crescere tutto il progetto comma 6, c’era prima della 289 e della 326 e questo progetto è stato accolto con entusiasmo da tutto il settore, che a testa bassa si è prodigato per far crescere l’albero della legalità e della professionalità. Però man mano che si è andati avanti, sono venuti alla luce ben altre realtà che hanno visto sempre e comunque, soccombere l’ostinata figura del gestore che inizialmente, non era prevista nel progetto, come dichiarato ampiamente in più occasioni. Questa figura però è sempre rimasta aggrappata a questo benedetto-maledetto lavoro che, per chi lo fa ormai da anni, rappresenta l’unica emaggiore risorsa.
Ora, in un momento in cui la difficoltà di gestire un’impresa di noleggio è stata resa massima per chiunque, sia per l’imposizione fiscale che per tutta una serie di obblighi burocratici da sfidare la pazienza di Giobbe, ci chiedono anche di cambiare gli apparecchi (e non è la prima volta che accade) in nome di una sicurezza che alla luce dei dati sopra esposti, non si sa bene di quanto possa aumentare. Credo che basterebbe aumentare le penali in modo da far passare la voglia a chi voglia fare il furbo. O no? Ma forse questo non va nella direzione di mantenere in vita i gestori, forse questo non va nella direzione di mantenere alta l’occupazione, forse questo non va nella direzione di garantire un certo tipo di legalità, forse l’obbiettivo è di far sparire i gestori e lasciare spazio a chi li doveva sostituire fin dall’inizio. A noi piace pensare che la Politica e l’Amministrazione Pubblica sia al servizio dei cittadini e che se i cittadini si trovano invece nella posizione di subirle, allora c’è qualcosa di sbagliato, di distorto”.

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