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Slot, Tar Lazio accoglie ricorso sala Formia, Curcio e Perrone:”Buon punto di partenza soprattutto per la motivazione, limitazioni violano libertà di fare impresa”

In: Associazioni

18 settembre 2015 - 10:10


saparsede

(Jamma) – “Con un po’ di buonsenso potremmo evitare questi continui ricorsi avverso le normative locali che impongono limitazioni gravose per la filiera gioco ma che di fatto non risolvono il problema della ludopatia”. Commenta così Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, la notizia dell’accoglimento da parte del Tar del Lazio del ricorso di una sala giochi del comune di Formia contro l’ordinanza sui limiti orari delle slot imposte dall’amministrazione locale.

“Mi auguro che questa sentenza possa essere un viatico per aprire un dialogo con le amministrazioni locali di tutte le regioni italiane – ha proseguito Curcio -, perché comprendano finalmente che i problemi dei giocatori a rischio non si risolvono nei tribunali, ma attraverso la concertazione con le associazioni di categoria. Voglio ricordare ancora una volta che il problema della ludopatia non si combatte con i divieti, ma con la prevenzione”.

Anche Giacomo Perrone, presidente della Delegazione Lazio, si dice soddisfatto della sentenza: “Sono molto soddisfatto perché noi dell’Associazione Sapar siamo stati sempre presenti e attivi con le richieste di ricorso al Tar ed altri interventi a livello giuridico contro queste assurde limitazioni orarie e distanziometri. Questo è un buon inizio, soprattutto per la motivazione addotta dal Tar, che ha giudicato l’ordinanza del comune di Formia eccessivamente limitante al diritto di fare libera impresa. Mi auguro che questa sentenza possa aiutarci anche per un’altra delibera del comune: a breve scadranno i termini imposti dall’amministrazione locale per la rimozione di tutte le sale gioco e degli esercizi che hanno al loro interno apparecchi con vincita in denaro dai luoghi sensibili: di fatto non esistono a Formia sale ed esercizi lontano dai punti sensibili, per questo il comune rischia di ritrovarsi senza più gioco”.

“Rispettiamo le sentenze ma credo sia giusto fare alcune riflessioni” aveva commentato il sindaco di Formia Sandro Bartolomeo all’indomani della sentenza con cui il Tar ha accolto il ricorso presentato da un esercente contro l’ordinanza di limitazione degli orari di funzionamento di slot machine e videolottery.
“Non c’è alcuna contraddizione nel nostro operato. Le autorizzazioni  riguardano l’apertura di nuove sale giochi e, da quando è in vigore il nuovo Regolamento, non mi risulta che gli uffici ne abbiano rilasciate. Nel caso lo facessero, vorrebbe dire che i nuovi esercizi sono perfettamente in linea con le prescrizioni imposte dal Consiglio comunale. Per i locali che non hanno il gioco come attività principale, il discorso è diverso: bar, tabacchi, stabilimenti balneari, ecc. Possono installare videogiochi, sempre nei limiti del regolamento, e per farlo devono solo presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Il Comune non può che prenderne atto. Al più, può controllare il rispetto delle limitazioni imposte dal Regolamento Comunale e dalle ordinanze sindacali”.
“La mia Amministrazione – prosegue – cerca di porre un argine al proliferare di queste attività nel limite delle sue possibilità. I provvedimenti che il Comune ha assunto mirano a contrastare le ludopatie e a prevenire le conseguenze nefaste che esse hanno sulle persone e sulle loro famiglie. Non è un atteggiamento punitivo, né repressivo. Siamo mossi dal solo obiettivo di frenare un fenomeno cresciuto a tal punto da assumere le proporzioni di una vera e propria piaga sociale. Prendo atto che il Tribunale Amministrativo Regionale ragiona di altre cose. Saranno anche legittime ma, più o meno esplicitamente, favoriscono chi ha interesse ad incrementare la tendenza al gioco e le sue perverse conseguenze”.
“Quanto al futuro – prosegue Bartolomeo -, valuteremo se ricorrere al Consiglio di Stato. La verità, e finora il governo il problema non lo ha affrontato, è che occorre una legge, norme precise che disciplinino il gioco d’azzardo, divenuto la principale causa del dissesto economico di tante famiglie. Come appartenente al Partito Democratico, credo che dovrebbe essere in primo luogo il mio partito a farsi carico di questo problema. A una sinistra responsabile non è consentito girarsi dall’altra parte, né far cassa su questioni che coinvolgono l’equilibrio psichico delle persone. Incentivare il gioco d’azzardo solo perché rende milioni di euro alle casse dello Stato – conclude – è un atteggiamento che trovo francamente immorale”.

 

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