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Slot, Costantini (Confesercenti Ravenna): “Perchè criminalizzare chi rispetta la legge?”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

23 febbraio 2015 - 10:56


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(Jamma) – “È sbagliato addossare tutti gli oneri, gli obblighi e le responsabilità sull’esercente finale quando il gioco non è d’azzardo, ma è gioco di Stato definito dalle normative tramite un’autorità e un’agenzia dei monopoli. Si rischia di sbagliare interlocutore”. E’ quanto afferma Giacomo Costantini di Confesercenti Ravenna, tra i formatori dei corsi previsti dalla Regione.

 

“Fare formazione è giusto, ma non ci si illuda che possa risolvere davvero il problema che c’è, esiste e va affrontato, nessuno lo nega. Ma piuttosto che obbligare l’esercente a mettere un cartello con un numero verde a cui nessuno fa caso, perché non si chiede per esempio ai concessionari di programmare i giochi in modo da mandare un messaggio di avvertenza al giocatore ogni cinque minuti, per esempio? O di rallentare il tempo per la giocata? Perché bisogna premiare una scelta commerciale legittima al posto di un’altra? Perché criminalizzare chi rispetta la legge e anzi magari è costretto a tenere le slot per contratti spesso capestro e poco normati per pagare magari un barista in più?”

 

Se il gioco venisse totalmente vietato “a rimetterci sarebbe innanzitutto lo Stato e no, nessun bar, se non quelli nati appositamente come sale gioco, chiuderebbe. Forse ci sarebbe una perdita di posti di lavoro” ha aggiunto ancora Costantini, e sulle ordinanze dei sindaci “Io capisco, fanno quello che possono, ma se poi per esempio le ordinanze sono in vigore a macchia di leopardo ai giocatori basterà spostarsi di poche centinaia di metri e a soffrire saranno appunto gli esercenti di confine”.

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