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Siipac. Maione. Minori e anziani sempre più a rischio, chiederemo un’indagine epidemologica

In: Associazioni

9 marzo 2012 - 12:33


(Jamma) Il gioco d’azzardo patologico fa sempre più “vittime” tra i minorenni e tra gli anziani. A lanciare l’allarme è la psicologa e psicoterapeuta Florinda Maione, responsabile della sede di Roma della Siipac, la Società italiana di intervento sulle patologie compulsive. “Si parla sempre di più del fenomeno – premette Maione – e spesso si citano dati approssimativi, quando l’unico riferimento certo è quello del manuale diagnostico e statistico che fissa in una percentuale tra l’1 e il 3% della popolazione adulta la quota di quanti sviluppano effettivamente questo tipo di dipendenza. Su una linea di tendenza siamo tutti d’accordo però: cresce l’offerta di gioco, pubblicizzato a ogni livello, in misura decisamente eccessiva. E con l’offerta, cresce il numero dei giocatori”. “Fino qualche tempo fa – ricorda la psicologa – c’erano spazi fisici precisi in cui giocare e questo rappresentava un limite, di fatto una ‘selezione’ naturale. Oggi le lotterie istantanee o le slot sono al bar, dal tabaccaio, in edicola; di agenzie di scommesse se ne trovano praticamente ad ogni angolo; e, soprattutto, si può giocare comodamente seduti davanti al pc, lontano da occhi indiscreti, nell’intimità della propria casa”.

In queste condizioni, “il rischio di sviluppare forme di dipendenza lievita in misura esponenziale, soprattutto per chi vive momenti difficili a livello personale come la fine di una relazione, un problema di lavoro, un lutto”. Ecco così che, dopo aver conquistato nuovi “proseliti” tra le donne, il gioco d’azzardo si estende a fasce d’età nuove, conquistando anche giovanissimi (soprattutto on line) e over60: “ce ne son sempre di piu’ tra quelli che si rivolgono alle nostre strutture e ai quali garantiamo aiuto e assistenza psicologica, compresi corsi di rieducazione ad un uso corretto del denaro”. Il 14 la Siipac verrà ascoltata dalle Commissioni riunite affari sociali impegnate in una indagine conoscitiva sul fenomeno: “in quella sede – ricorda Maione – chiederemo, come tutti gli altri operatori del settore, l’indagine epidemiologica che tuttora manca”.

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