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SGI. Gioco legale in Italia: sviluppo , evoluzione e regole

In: Associazioni, Cronache

16 ottobre 2013 - 18:14


passamonti

(Jamma) A margine dell’incontro organizzato a Catania da Confindustria Sistema Gioco Italia Massimo Passamonti, presidente Confindustria Sistema Gioco Italia, ha dichiarato: “Sistema Gioco Italia ha presentato all’Agenzia dei Monopoli nel maggio 2013 un “piano regolatore” del settore elaborato dalla stessa associazione. Lo riteniamo uno strumento importante in quanto oggi occorre passare dalla fase di sviluppo a quella di consolidamento. La nostra proposta riguarda una riduzione degli apparecchi sul territorio, meno punti vendita, più controlli e una maggior qualificazione professionale degli operatori. Ci auguriamo che attraverso l’approvazione della legge delega fiscale attualmente in discussione in Parlamento e, in particolare per quanto previsto all’articolo 14, si creino le condizioni perché si giunga al più presto a un recepimento delle nostre proposte”.


Giovanni Emilio Maggi, vicepresidente Confindustria Sistema Gioco Italia, ha ricordato come: “Dal 2004 ad oggi l’Italia ha compiuto una grandissima opera di legalizzazione del mercato del gioco. Un risultato di grande efficacia ed universalmente riconosciuto. Certamente permangono pero’ ancora sacche d’illegalità, sopratutto in ambito scommesse e slot machines;  ci auguriamo che attraverso l’opera congiunta del regolatore, delle forze dell’ordine e della magistratura, e con il supporto degli operatori,  si possa ridurre al minimo livello possibile il fronte illegale. E’ questo l’interesse primario dei concessionari e degli operatori per la tutela dei loro investimenti e del mercato da loro presidiato”.

In conclusione Immacolata Romano, membro del direttivo di Confindustria Sistema Gioco Italia, ha evidenziato come: “Occorre ribadire come i concessionari operino su mandato statale e le regole che rispettano sono quelle dello Stato stesso. Il “gioco legale” rappresenta un’offerta di prodotto e il cittadino deve essere libero di poterne usufruire, così come per qualsiasi altra forma di intrattenimento. La scelta dei concessionari di operare sul piano sociale è frutto di un’autentica presa di coscienza e non un modo, come spesso viene indicato, di “lavarsi la coscienza”.

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