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Sanatoria slot. Ricevitori CISL: “E io speriamo che me la cavo”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni, Newslot

6 novembre 2013 - 09:47


ricevitori cisl

(Jamma) “… E io speriamo che me la cavo”: non è solo il titolo di un film ma è anche la speranza (ammesso che qualcuno ancora ce l’abbia) che ora che le sei concessionarie hanno ottenuto il maxi ed ennesimo condono – forse per ragioni di cassa – sulle multe da pagare, non abbassino la provvigione che l’esercente ha sul coin-in delle slot installate nel suo esercizio e collegate con uno o più dei suddetti concessionari. Così il Sindacato dei Ricevitori CISL commenta la notizia sulla sanatoria ai concessionari di slot machine.
“Già qualcuno di essi, – continua la nota – nel sottoporre i nuovi contratti, ha abbassato la provvigione senza che l’esercente possa proferir parola per lo spauracchio di eventuali ritorsioni, stante la posizione dominante acquisita da due dei sei concessionari, detentori di altre concessioni monomandatarie sui giochi, falsando quindi moltissimo il mercato e la sana concorrenza con la conseguenza che, in un paese che si definisce europeista (si definisce e …. basta!) le piccole-medie realtà imprenditoriali (produttori, distributori e noleggiatori) sono state messe in condizione di essere “assorbite” dalle solite potenti lobby che rastrellano di tutto e di più.
La conseguenza di ciò è che chi ci rimette  sono sempre i soliti Raccoglitori di Gioco (tabaccherie, ricevitorie e bar) e le loro famiglie, sebbene apparentemente tutelati da altre associazioni o pseudo sindacati che, sappiamo bene, “girano come va i vento”, non tutelando quindi i propri associati …. anzi.
Tutto questo è “déjà vu”: l’abbiamo visto sia con il bando Bersani che con l’ultimo bando delle 2.000 concessioni dove i costi della concessione sono stati letteralmente strapagati dai poveri preposti di turno con il prelievo coatto dei famigerati canoni, che ricordiamo, contra legem: sono soldi di proprietà dei Raccoglitori di Gioco! che lavorano anche 12/14 ore al giorno.
Auspichiamo e speriamo che le quattro “coraggiose” concessionarie – che senz’altro non ritoccheranno gli aggi sulle slot dei propri esercenti – non si facciano intimidire e, nel caso, facciano valere le proprie doglianze (e di riflesso anche quelle degli esercenti) innanzi alla Corte di Giustizia Europea sia per la violazione nel giudicare lo stesso fatto da Corti diverse e anche perché la CGE è manifestamente contro questa fattispecie di aiuti di Stato”.

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