Il futuro delle piccole e medie imprese del comparto al centro del convegno “Il ruolo delle imprese di gestione, tra riordino e bando del gioco fisico”, organizzato da SAPAR e IEG nell’ambito di Enada Primavera 2026, dove il tema del riordino ha acceso il confronto tra associazioni e operatori.
Tra gli interventi più incisivi, quello del presidente di AGSI, Pasquale Chiacchio (in foto), che ha richiamato l’attenzione sulle ricadute operative delle nuove misure: “Questo è l’unico tipitario che volete, è che il sistema sarà uno sconquasso sull’allore”. Un passaggio che sintetizza la preoccupazione per un cambiamento percepito come improvviso e destabilizzante.
Chiacchio ha evidenziato in particolare le difficoltà legate alle modalità di operatività: “Tutti quelli abituati a operare nei punti vendita, nelle agenzie e nei negozi si troveranno a non poter più caricare”. Una situazione che, secondo AGSI, rischia di colpire l’intera rete distributiva.
Sul tema, l’associazione ha già avviato un’iniziativa concreta: “Abbiamo promosso un incontro all’Agenzia dei Monopoli, poi organizzeremo un convegno per evidenziare il problema. Se non saremo soddisfatti, ricorreremo alle vie legali”. Una presa di posizione netta, che segna un possibile cambio di approccio nel confronto con le istituzioni.
Il nodo centrale resta quello della legalità e degli equilibri di mercato. “Noi siamo per il confronto tra le parti, per far sì che il settore possa garantire la legalità”, ha spiegato Chiacchio, avvertendo però dei rischi: “Questa è un assist al mercato parallelo”. Un riferimento diretto alla possibilità che restrizioni eccessive favoriscano circuiti non regolati.
Non meno critico il giudizio sul livello di comunicazione istituzionale: “Un settore non sa se potrà continuare o meno il proprio lavoro. Si sanno notizie solo tramite le agenzie di stampa”. Da qui la denuncia di una mancanza di dialogo con la politica, definita “obbligata al confronto”.
Infine, il tema dell’accesso al mercato e dei costi delle concessioni: “Come è sostenibile un bando da 25 milioni?”, ha chiesto Chiacchio, sottolineando il rischio concreto di esclusione per le realtà più piccole. Da qui la proposta di modelli più inclusivi: “Ci vorrebbero pacchetti più piccoli, da 500, 1000, anche 4000 punti”.
Un ragionamento esteso anche alla rete dei negozi: “Ci sono imprenditori con 10 punti vendita che rischiano di scomparire”. La soluzione, secondo AGSI, passa da una segmentazione più equilibrata: “Pacchetti da 15, da 25 negozi, per dare a tutti la possibilità di partecipare”.
Il messaggio conclusivo è chiaro: “Non siamo contro i grandi gruppi, ma in questo mercato devono sopravvivere i grandi, i medi e i piccoli”. Un equilibrio che rappresenta, secondo Chiacchio, la vera sfida del riordino del gioco fisico.







