Il possibile stop al riordino del gioco fisico rischia di lasciare aperte alcune delle principali criticità del comparto. È la posizione espressa da Italo Marcotti, presidente di Federbingo Confindustria SIT, che interviene nel dibattito dopo le indiscrezioni riportate da dalla stampa sul futuro della riforma.
“Il riordino del gioco fisico potrebbe non essere attuato. La scelta aprirebbe una questione che il settore considera, da tempo, prioritaria”, afferma Marcotti.
Il presidente di Federbingo richiama anzitutto la situazione delle concessioni Bingo, in proroga tecnica ormai da oltre dieci anni. “Le concessioni del Bingo sono in proroga tecnica dal 2014. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza del 20 marzo 2025, ne ha dichiarato l’incompatibilità con il diritto eurounitario; il Consiglio di Stato ne ha tratto le conseguenze”, osserva.
Secondo Marcotti, l’esigenza di procedere con una nuova gara è resa ancora più urgente dall’espansione del mercato illegale. “L’Osservatorio Data Room Nexus per As.Tro Confindustria SIT stima il gioco online illegale in Italia in circa 20 miliardi di euro, con oltre 4,5 milioni di utenti attivi: un perimetro che assorbe la domanda che il presidio legale, contraendosi, non è più in grado di intercettare”.
Nel suo intervento il presidente di Federbingo propone anche un confronto con il settore balneare, anch’esso interessato dalle regole europee sulla concorrenza. “Anche il comparto delle concessioni balneari è tenuto, in forza delle stesse norme europee, alla messa a gara delle concessioni. In quel comparto le cronache documentano una persistente resistenza all’obbligo. Il settore del gioco pubblico, al contrario, chiede da anni l’avvio della procedura selettiva: è l’unico strumento giuridicamente sostenibile per ricostituire un quadro concessorio stabile”.
Marcotti respinge inoltre l’idea che gli operatori stiano chiedendo proroghe o modifiche alle regole di localizzazione dei punti gioco. “Federbingo Confindustria SIT non sollecita proroghe di favore né avanza proposte tecniche alternative sul distanziometro: la materia è di competenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha condotto un’istruttoria puntuale e basata sull’evidenza. Il settore riconosce il valore di quel lavoro e ne sostiene il recepimento”.
Il presidente della federazione sottolinea poi come il riordino non debba essere interpretato come un ampliamento dell’offerta di gioco. “Il riordino che il settore sostiene non comporta un’espansione dell’offerta. Comporta il suo contrario: contrazione del numero dei punti vendita e degli apparecchi, requisiti tecnici più stringenti, presidi di sicurezza rafforzati, controlli più capillari, nuove entrate erariali. È la traiettoria coerente con un’effettiva politica di riduzione dei rischi”.
Da qui l’appello finale alle istituzioni affinché il processo di riforma non venga accantonato. “Lo Stato non può permettersi di arretrare da un comparto che, per natura, richiede regolazione attiva”, conclude Marcotti, ribadendo la necessità di un quadro normativo stabile e di strumenti efficaci per contrastare l’offerta illegale






