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Riordino gioco fisico, Maggi (AGIC): “La delega è un passaggio chiave, con le gare nuova fase di investimenti e innovazione”

La riforma del gioco fisico rappresenta un passaggio decisivo per il futuro del settore, chiamato a superare anni di incertezza normativa e frammentazione territoriale. È quanto evidenziato da Giovanni Emilio Maggi (in foto), vicepresidente di AGIC Confindustria, intervenendo all’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma.

Maggi ha richiamato innanzitutto il contesto da cui nasce l’attuale percorso di riordino, ricordando come molte concessioni risultino scadute da anni, in particolare quelle legate alle scommesse. Una situazione che ha reso necessario l’intervento del legislatore, culminato nella legge delega affidata al Governo nel 2023. “La delega – ha sottolineato – è un momento fondamentale per rimettere ordine e costruire un quadro stabile dopo anni di proroghe e interventi non organici”.

Uno dei nodi principali resta quello della frammentazione normativa a livello locale. Regole diverse tra Regioni e Comuni, limiti orari disomogenei e distanze dai luoghi sensibili applicate in modo non uniforme hanno prodotto, secondo Maggi, effetti distorsivi e difficoltà operative per gli operatori. “Si è creata una situazione complessa, con vincoli che cambiano da territorio a territorio e che incidono direttamente sulla sostenibilità delle attività”.

In questo scenario, il riordino e soprattutto le nuove gare per le concessioni vengono letti come un’opportunità, pur nella consapevolezza dei costi che il settore dovrà sostenere. “Ci sarà un impegno economico rilevante – ha osservato – ma allo stesso tempo si aprirà una nuova fase di nove anni che consentirà investimenti reali”.

Investimenti che riguarderanno diversi ambiti: dall’innovazione tecnologica alla tutela dei consumatori, fino al rafforzamento dei controlli e alla certificazione dei punti vendita. Un’evoluzione che, nelle intenzioni, dovrebbe accompagnare il settore verso standard più elevati e una maggiore credibilità complessiva.

Tra gli elementi più innovativi della riforma, Maggi ha evidenziato il concetto di “distanza giuridica”, già presente nelle bozze di lavoro e considerato un possibile punto di equilibrio tra esigenze regolatorie e sostenibilità economica. Il meccanismo consentirebbe ai punti vendita certificati, in possesso di determinati requisiti, di superare in larga parte i vincoli legati alle distanze dai luoghi sensibili.

“È un passaggio fondamentale – ha spiegato – perché, nelle condizioni attuali, l’applicazione rigida delle distanze renderebbe impossibile operare in modo razionale, spingendo le attività verso aree prive di senso commerciale”.

Nel complesso, l’intervento di Maggi ha delineato una posizione chiara: il settore è pronto ad affrontare il cambiamento, ma chiede regole certe, omogenee e sostenibili. Il riordino, in questo senso, rappresenta non solo una necessità, ma anche l’occasione per avviare una nuova fase di sviluppo industriale.

Redazione Jamma
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