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Riordino del gioco fisico, Antonelli (FIT): “Serve un’accelerata”. L’appello dopo le parole di ADM

“Il riordino della rete fisica serve e serve subito”. È il messaggio lanciato da Mario Antonelli sulle pagine de La Voce del Tabaccaio, organo ufficiale della Federazione Italiana Tabaccai (FIT), che torna sul tema del riordino del gioco pubblico alla luce delle dichiarazioni rese da Antonio Giuliani, direttore Giochi online e Scommesse dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Nell’editoriale, significativamente intitolato “Riordino rete fisica: serve un’accelerata!”, Antonelli esprime preoccupazione per lo stallo del percorso di riforma, osservando come, nelle ultime settimane, si siano moltiplicate le indiscrezioni secondo cui il riordino del gioco fisico potrebbe non vedere la luce entro i termini della delega fiscale.

Secondo l’autore, un ulteriore rinvio rappresenterebbe una delusione per l’intero comparto. La rete fisica, scrive, vive da troppo tempo in una situazione di incertezza, caratterizzata da continue proroghe, discipline locali frammentate e strumenti normativi non più adeguati all’evoluzione del mercato. Una condizione che, evidenzia, non penalizza soltanto gli operatori, ma l’intero sistema del gioco pubblico, che ha costruito negli anni la propria solidità proprio sulla certezza delle regole.

L’editoriale richiama quindi le parole pronunciate da Antonio Giuliani nel corso del convegno del 1° luglio. Il dirigente di ADM aveva sottolineato la necessità di imprimere un’accelerazione al processo di riordino, evidenziando come il modello italiano abbia rappresentato per lungo tempo un punto di riferimento in Europa per capacità regolatoria, efficienza e tutele offerte ai cittadini.

Per Antonelli, il riordino non è soltanto un intervento normativo, ma costituisce un passaggio indispensabile per l’ammodernamento del settore. L’evoluzione tecnologica, osserva, procede rapidamente, così come cambiano i canali di gioco e gli strumenti utilizzati dall’offerta illegale. Continuare a fare riferimento a regole tecniche concepite molti anni fa – viene citato, ad esempio, il caso delle AWP – rischia di indebolire il gioco legale proprio nel momento in cui avrebbe bisogno di essere rafforzato.

L’editoriale si conclude con un invito rivolto alla politica a trasformare in atti concreti il percorso di riforma. Pur riconoscendo che l’industria italiana del gioco dispone delle competenze e degli strumenti necessari per affrontare le sfide del mercato, Antonelli sottolinea che gli operatori devono essere messi nelle condizioni di poter investire e programmare. Se il riordino dovesse effettivamente subire uno slittamento, aggiunge, l’auspicio è che si tratti soltanto di una pausa temporanea e che il Governo raccolga l’appello proveniente dal settore, imprimendo quella “accelerata” evocata anche dal direttore Giochi online e Scommesse di ADM.

Redazione Jamma
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