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Regione Lombardia, As.Tro: “Le offerte di gioco non autorizzate ‘e quindi non distanziate’ stanno dominando il mercato”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

21 maggio 2015 - 11:16


milano

(Jamma) – AS.TRO ringrazia gli operatori per la puntualità con cui segnalano all’Associazione la presenza di offerte di gioco non autorizzate all’interno di pubblici esercizi e circoli privati, ma la gravità della situazione impone, purtroppo, un salto qualitativo della “ricognizione del fenomeno”.

 

“Si premette che il monitoraggio sullo stato effettivo dell’estensione distributiva di offerte e congegni di gioco non autorizzate nel territorio lombardo è stato avviato da AS.TRO, in collaborazione con Sistema Gioco Italia, sin da luglio dello scorso anno, con una rilevazione “di partenza,” che fotografava la complessiva insinuazione dei prodotti non regolari in termini di percentuali minimali. La mappa che ci si appresta – oggi – a disegnare, invece, propende per una velocità di estensione del fenomeno in grado di sovvertire i precedenti ordini di grandezza tra autorizzato e non autorizzato” spiega una nota dell’associazione.

 

“E’ evidente il fatto che: “su Milano” ben pochi congegni possono pensare di “pagarsi” la legge di stabilità, operando solo per il 40% del tempo utile per raccogliere gioco, sul territorio lombardo, in generale, l’effetto della legge n. 8/2013, e successive modificazioni recenti, sta provocando la costante espulsione di apparecchi da gioco lecito, non più installabili ex novo (come dice la Legge) nell’area definitiva sensibile per vicinanza a luoghi sensibili (il 92% del contesto urbano complessivo).

 

Queste evidenze hanno generato una impennata degli insediamenti di gioco non autorizzati, unitamente alla costante proliferazione di apparecchi e opportunità di gioco non censite e sconosciute all’Amministrazione Finanziaria. Agli iscritti della regione Lombardia, pertanto, si chiede di procedere alla definizione di dettaglio delle segnalazioni corredandole con qualche foto e con l’indirizzo preciso dell’esercizio. Dalla finalità “statistica” , infatti, questo servizio di monitoraggio non potrà che evolversi verso una vera e propria documentazione di prova dell’enorme danno erariale e industriale (oltre che occupazionale) che è derivato dalle normative approvate in Lombardia” conclude l’associazione.

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