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Puglia, Acogi replica a Cantelli (Monopoli) e Distante (Sapar): “Ctd, nessun favoritismo”

In: Associazioni, CED e CTD, Scommesse

1 giugno 2015 - 11:53


ctd

(Jamma) – “Nei giorni scorsi la stampa specializzata ha riportato dichiarazioni riguardanti lo status pugliese relativo alla legge regionale sui giochi e alla presunta discriminazione subita dagli operatori concessionari rispetto ai punti
vendita collegati ad aziende operanti sul territorio comunitario.

 

Ne è quindi emerso un presunto favoritismo di cui i CTD godrebbero, una idea non corroborata dai fatti di cui l’Acogi ha precisa contezza grazie alla documentazione fornita dai propri associati e alle continue richieste di consulenza, che l’associazione fornisce in maniera gratuita, proprio riguardo ai controlli previsti ex lege e ai requisiti necessari per aprire nuovi punti vendita e per ottemperare ad una legge regionale che prevede distanze minime e adempimenti volti a tutelare la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini.

 

Per questo l’Acogi vuole replicare alle dichiarazioni fatte dalla dottoressa Rachele Cantelli, capo dell’ufficio regionale di Puglia, Basilicata e Molise dei Monopoli di Stato, e del vicepresidente di Sapar Domenico Distante, precisando che se per “punti illegali” si intendono i CTD non aderenti alla sanatoria prevista dalla Legge di Stabilità, la realtà pugliese non corrisponde a quella descritta: «Coloro che vogliono aprire centri scommesse – sottolinea il presidente di Acogi Ugo Cifone – sono sottoposti a controlli previsti dalla legge e devono rispondere a requisiti soggettivi e oggettivi molto precisi. Molti centri preesistenti alla normativa regionale, infatti, non rispondendo a determinati requisiti, sono stati pesantemente sanzionati e hanno ricevuto ordini di cessazione attività per mancato rispetto delle distanze dai luoghi sensibili. Nessun favoritismo sia chiaro!».

 

L’Acogi, tuttavia, riconosce la necessità di un riordino della materia, ormai eccessivamente stratificata e confusa da interventi legislativi non univoci: «E’ opportuno – conclude il presidente di Acogi – sviluppare finalmente un quadro normativo unico, preciso, chiaro, inattaccabile e che possa comprendere le diverse realtà del settore dei giochi. La condizione perché si raggiunga quest’obiettivo l’abbiamo suggerita da tempo ed è quella di un tavolo di confronto a più voci, in cui associazioni del settore, operatori, istituzioni e enti locali possano discutere insieme e pervenire a decisioni condivise perché il settore dei giochi torni ad essere una realtà importante dal punto di vista economico e occupazionale, e allo stesso tempo goda di una normativa coerente e di tutela dell’ordine pubblico e della salute dei cittadini».

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