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Pucci (AS.TRO) scrive ai produttori di Newslot: “non minate la fiducia dei gestori nel futuro del gioco lecito”

In: Associazioni

14 gennaio 2016 - 17:38


pucci

(Jamma) – “In un momento così difficile, che non esito a definire ‘drammatico’ per il settore in cui operiamo, – scrive ai produttori di Newslot il presidente di AS.TRO, Massimiliano Pucci, –  tutti gli attori del mercato sono chiamati ad una scelta qualificante la posizione dell’azienda nel futuro. Si può scegliere di ‘vivere il momento subendo il futuro’, oppure di investire una parte del presente in nome della volontà di esistere nel gioco lecito anche domani.
«AS.TRO – prosegue Pucci – sceglie sempre il futuro e per questo motivo esalta tutti coloro che affrontano le difficoltà in vista di un obiettivo che permetta loro di presentarsi “rinnovati” al cospetto delle sfide che “in tutta evidenza” sono poste nei confronti di quegli operatori che il circuito legale dei congegni leciti a premio lo hanno letteralmente “costruito” (sia come fabbricazione-distribuzione, sia come allestimento di punti vendita e installazione di apparecchi).
In un momento così “drammatico”, in cui la stessa figura del gestore (ovvero il vostro cliente), rischia la medesima estinzione di quella del produttore, la scelta aziendale di alcuni di voi di proporre il “ricambio” dei congegni al 70% con aggravi significativi dei previgenti listini è sicuramente atto di “attaccamento” ad una realtà che non c’è più.
Nel 2004, nel 2007, nel 2010 le politiche commerciali ben potevano essere distinte dalle linee di politica di settore, in quanto la piattaforma industriale del comparto non era in via di sgretolamento e individuava realtà stabili: produttore-gestore-concessionario-punto vendita, tali erano e tali si sapeva che sarebbero rimasti. Oggi si sa l’esatto contrario: il produttore di domani non sarà mai più quello di oggi, il gestore di domani non sarà più quello di oggi, e persino il concessionario di oggi dovrà diventare “diverso” se vorrà permanere nel futuro.
In AS.TRO la sezione costruttori (a cui alcuni di voi fanno già parte) promuoverà un’iniziativa congiunta al comitato di presidenza al fine di agevolare e premiare “un nuovo modello” e contrastare chi (gestore o costruttore) sfrutta “il contingente” solo perché sa di dover “sparire”, per la propria inidoneità ad adattarsi al futuro. Per certi versi ciò è legittimo, tanto è vero che non è sul piano del “diritto” che si contesta chi “alza il listino quando i clienti sono disperati”, ma solo sul piano industriale.
Nel comitato di presidenza del 19 gennaio verrà proposto un accordo “per gli iscritti AS.TRO” finalizzato a spianare la strada al nuovo modello di gestione delle AWP, per le quali tutti Voi ben sapete con quanta dedizione AS.TRO abbia lavorato per “mantenerle AWP” anche nell’accezione da remoto”.
L’accordo sarà aperto alla sottoscrizione di tutti i produttori, anche non aderenti all’Assemblea dei costruttori AS.TRO, e verterà sulla garanzia di messa a disposizione dei listini invariati ai tesserati..
I gestori AS.TRO hanno scelto di esistere anche nel futuro e si stanno ponendo il problema di reperire gli strumenti industriali per farlo, con qualsiasi normativa e con qualsiasi scenario di mercato. Tutto può vanificarsi se i produttori non adottassero con uguale “accanimento” la scelta di sfidare il futuro.
La premessa a tutto ciò è il mantenimento di certi rapporti e di una sinergia che da sempre contraddistingue gestore e produttore. Ecco perché l’iniziativa descritta va intesa come “industriale” e associativamente allestita per “scopi industriali”, distinti ma non antagonisti rispetto a quelli commerciali, in quanto rispetto a questi ultimi, si propone “solo” di collocare il lucro massimo del “singolo” in posizione subordinata alla “progettualità industriale futura” di un intero comparto.

Questa iniziativa, unitamente al patto etico a cui i componenti degli organi direttivi dovranno sottostare per limitare a certi perimetri la concorrenza, vogliono significare un dato tanto semplice quanto “forte”: AS.TRO non ha nessuna intenzione di consegnare ad altri il mercato che i propri iscritti rappresentano e non lascerà intentata nessuna iniziativa di consolidamento e aggregazione che risulti funzionale a costruire una (anche) futura presenza dell’operatore all’interno dello scenario (già) disegnato dalla legge di stabilità».

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