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Primo Consumo e Game Over appoggiano la richiesta di rimuovere la campagna “Giovani e Gioco”

In: Associazioni

23 marzo 2012 - 09:27


primoconsumo

(Jamma) L’associazione di consumatori “Primo Consumo” e “Game Over”, progetto realizzato con il sostegno di Codere, che vede l’istituzione di un numero verde 800185453 grazie al quale degli psicoterapeuti sono a disposizione dei giocatori e dei loro familiari per informarli, assisterli, guidarli, sostengono e appoggiano fermamente l’interrogazione promossa dagli Onorevoli Baio, Baldassarri, Gustavino e De Luca, emersa a seguito del Convegno sul Gioco d’azzardo, dello scorso 20 marzo a Roma, per chiedere con urgenza di rimuovere la campagna “Giovani & Gioco” rivolta a studenti e docenti delle scuole italiane e promossa dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.

Per completezza informativa si riporta di seguito il testo completo del documento.

 

Interrogazione a risposta scritta Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca

Premesso che: l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato ha promosso una campagna denominata “Giovani & Gioco” rivolta ai docenti e agli studenti delle scuole italiane, al fine di sensibilizzare la popolazione studentesca sul gioco d’azzardo; tale iniziativa incita i giovani a mettersi in gioco, senza definire in maniera netta il confine tra il ludico e l’azzardo. Il gioco appare come un’esperienza accessibile (nel dvd è contenuta, per esempio, un’immagine con la scritta “Si può giocare ovunque, sempre e comunque”), formativa, una via alternativa all’apprendimento tradizionale: il rischio è rappresentato come uno strumento fondamentale per maturare, crescere ed evolversi; l’intera campagna contiene riferimenti letterari e antropologici al gioco come bisogno insito nella storia e nella natura umana; nel dvd illustrativo non vengono fornite le necessarie e importanti ragioni che hanno indotto il legislatore a porre il divieto del gioco d’azzardo per i minori di anni 18; la dipendenza da gioco d’azzardo è presentata come un’ipotesi remota, difficilmente contestualizzabile e chi la manifesta è presentato come un malato, una persona disturbata, la cui patologia è così lontana dalla vita dei ragazzi che questi ultimi difficilmente possono percepire un rischio serio e concreto. Non emerge, infatti, con chiarezza la pericolosità nella quale i giovani possono imbattersi; in realtà, come attestano i dati scientifici, la possibilità di incorrere nella dipendenza da gioco è assolutamente reale e anzi i casi sono in continuo aumento. Come attesta la Relazione Annuale al Parlamento 2011 sull’uso delle sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia: “sulla popolazione generale i dati disponibili segnalano una prevalenza di gambling patologico nel corso della vita pari all’1%, mentre il 5% della popolazione appare a rischio di sviluppo della patologia”. Inoltre “nella popolazione studentesca la percentuale di soggetti con gioco d’azzardo problematico appare maggiore (10%) come anche la presenza di forme già patologiche (5%)”. Sempre secondo la citata relazione “l’aumento del fenomeno implica la necessità di organizzare e avviare strategie specifiche utili anche a supportare e promuovere ulteriormente il processo di repressione e contrasto esistente”; il messaggio che la campagna promuove, in sintesi, è quello per cui esistono solo due vie percorribili, che vengono raffigurate come due porte: quella del gioco d’azzardo legale (rassicurante e ben curata) e quella del gioco d’azzardo illegale (oscura e dissestata). Rivolgendosi ai giovani è doveroso, da parte di un’Istituzione che rappresenta lo Stato, affermare che esiste una terza via possibile, che è quella di chi preferisce non giocare, né legalmente né illegalmente, senza per questo venir meno alla dimensione ludica dell’esistenza; la campagna si conclude con una fase interattiva di test rivolto agli studenti, il cui esito prevede l’identificazione in tre “profili”: il trasgressivo, l’equilibrato e “l’integerrimo con lo spirito del bacchettone”. Chi decide di non giocare è, dunque, qualificato come una persona rigida e che non sa divertirsi;

Considerato che: la campagna è rivolta agli studenti e alle istituzioni scolastiche e, essendo proposta dai Monopoli di Stato, acquista de facto una legittimità e una funzione educativa che per i motivi sopra esposti risulta non corrispondere al vero; l’iniziativa “Giovani & Gioco” è apertamente fuorviante, foriera di un messaggio subdolo, in contrasto con l’esigenza pedagogica di trasmettere ai giovani segnali chiari e lineari. Invece di sensibilizzare i più giovani sui rischi reali di manifestare una dipendenza, si riscontra un contenuto che promuove il gioco d’azzardo; la realizzazione della predetta campagna che, a notizia degli interroganti, ha comportato un costo di circa 100 mila Euro ed ha coinvolto 15 principali città italiane, raggiungendo circa 70 mila utenti;Si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti segnalati in premessa; quali urgenti misure hanno adottato o intendano adottare al fine di rimuovere immediatamente o impedire l’ulteriore diffusione della campagna “Giovani e Gioco” promossa dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e rivolta agli studenti e ai docenti delle scuole italiane; quali interventi di rispettiva competenza intendano adottare per verificare eventuali responsabilità, attribuibili ai Monopoli di Stato, nella realizzazione di un’iniziativa dal messaggio educativo equivoco e fuorviante.

 

 

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