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Prediction market e regolamentazione globale: tra finanza e gioco d’azzardo cresce la sfida per i regolatori

I prediction market rappresentano una nuova e complessa sfida per i regolatori di tutto il mondo. Queste piattaforme si collocano in una zona grigia tra il gioco d’azzardo tradizionale e gli investimenti ad alto rischio, con approcci normativi che variano sensibilmente da Paese a Paese.

Sui prediction market – si legge in un articolo a cura di Greo Evidence Insights, partner IAGR – gli utenti possono puntare praticamente su qualsiasi evento – dalle elezioni agli indicatori economici, fino agli esiti nel mondo dell’intrattenimento – senza limitarsi a categorie specifiche come lo sport. A differenza delle scommesse tradizionali, la piattaforma non agisce come “banco”: gli utenti scambiano contratti direttamente tra loro, mentre il sistema si limita ad abbinare domanda e offerta. La classificazione giuridica – scommessa o prodotto finanziario – determina in larga parte il quadro normativo applicabile.

Stati Uniti: tra vigilanza federale e conflitti statali

Negli Stati Uniti i prediction market sono generalmente considerati prodotti finanziari. La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) supervisiona la maggior parte delle piattaforme come forma di trading su materie prime, mentre la Securities and Exchange Commission (SEC) interviene nei casi assimilabili a strumenti finanziari ad alto rischio, sebbene nella pratica siano pochi quelli sotto la sua competenza.

Il quadro regolatorio, tuttavia, non è uniforme. Diversi Stati e autorità di regolamentazione del gioco hanno avviato azioni di enforcement, ritenendo che alcune piattaforme rientrino nella definizione di gioco d’azzardo illegale secondo le leggi statali. In alcuni casi sono stati emessi ordini di cessazione delle attività o avviati procedimenti giudiziari, sostenendo che la normativa federale non prevalga automaticamente su quella statale. Gli operatori si trovano così esposti a un doppio livello di controllo, con evidenti margini di incertezza legale.

Le preoccupazioni riguardano soprattutto la natura assimilabile al gioco d’azzardo. Il 9 febbraio 2026 il National Council on Problem Gambling (NCPG) ha approvato una risoluzione che invita le piattaforme a promuovere la National Problem Gambling Helpline, sottolineando come la negoziazione su eventi futuri presenti rischi analoghi alle scommesse tradizionali.

Regno Unito: prevale l’approccio del gambling

Nel Regno Unito i mercati su politica, sport e intrattenimento sono generalmente considerati gioco d’azzardo e regolati dalla Gambling Commission. Diverso il caso dello spread betting – speculazione sull’andamento di strumenti finanziari – che ricade sotto la vigilanza della Financial Conduct Authority (FCA).

La Gambling Commission ha recentemente chiarito che qualsiasi operatore che consenta di scommettere sull’esito di eventi, inclusi trend finanziari o politici, deve essere in possesso di una licenza e rispettare le norme su equità, tutela dei consumatori e integrità del mercato.

Danimarca: accesso consentito salvo targeting locale

In Danimarca piattaforme come Polymarket e Kalshi risultano accessibili. Tuttavia, l’Autorità danese per il gioco può intervenire solo se vi sono prove evidenti di un targeting diretto verso il mercato locale, ad esempio tramite metodi di pagamento o valute nazionali. In assenza di tali elementi, l’enforcement non viene attivato.

Germania, Singapore, Paesi Bassi e Nuova Zelanda: linea dura

In Germania, le piattaforme che consentono scommesse su eventi non sportivi non soddisfano i criteri per il gioco autorizzato e sono considerate illegali ai sensi del Trattato interstatale sul gioco (GlüStV 2021). Le autorità hanno adottato misure di blocco e sanzioni contro operatori che si rivolgono ai consumatori tedeschi.

Singapore classifica i prediction market come illegali in base al Gambling Control Act 2022. Solo Singapore Pools, operatore statale, può offrire servizi di scommessa. L’Autorità di regolamentazione (GRA) ha bloccato piattaforme come Polymarket dal 12 gennaio 2025.

Nei Paesi Bassi, nel febbraio 2026, la Kansspelautoriteit (KSA) ha ordinato a Polymarket di cessare le attività, ritenendo che i contratti su eventi futuri costituiscano gioco d’azzardo illegale senza licenza olandese.

Anche la Nuova Zelanda, attraverso il Department of Internal Affairs (DIA), ha chiarito che piattaforme come Kalshi e Polymarket rientrano nella definizione di gambling e non possono operare senza autorizzazione. L’offerta di tali servizi senza licenza è considerata una violazione di legge.

I rischi per i consumatori

Con la crescente popolarità dei prediction market – prosegue l’articolo di Greo Evidence Insights– aumentano anche i rischi, in particolare per le persone vulnerabili. I prezzi possono variare rapidamente e gli utenti tendono a sottovalutare i rischi finanziari e psicologici. Tra i comportamenti più critici figurano l’eccessiva esposizione economica, la ricerca di profitti rapidi e l’influenza del cosiddetto “effetto gregge”.

Alcuni studi recenti analizzano il fenomeno della “gamblification” dei mercati finanziari, la relazione tra day trading e gioco problematico, e strumenti di misurazione come la Trading Disorder Scale, offrendo spunti utili per l’elaborazione di politiche regolatorie basate sull’evidenza.

Una sfida regolatoria in evoluzione

L’evoluzione dei prediction market – conclude Greo Evidence Insights – mette i regolatori di fronte a un compito complesso: garantire protezione ai consumatori in contesti dove le norme non sono ancora chiare o armonizzate. La scelta tra inquadramento finanziario o di gioco d’azzardo non è solo tecnica, ma incide direttamente su licenze, controlli, tassazione e misure di tutela.

In un panorama globale frammentato, la definizione di regole coerenti e proporzionate rappresenta la principale sfida per evitare vuoti normativi e ridurre i rischi associati a questa nuova forma ibrida di scommessa e investimento.

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