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Perrone (SAPAR) su Delega fiscale: “Esaudire la voracità di alcuni significherebbe offendere i diritti di tutti”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

1 febbraio 2015 - 09:38


perrone

(Jamma) – “Ho assistito in diretta tv – scrive Giacomo Perrone, presidente della delegazione Sapar Lazio, – alle elezioni del 12° Presidente della Repubblica Italiana e, poco dopo, alla nomina ufficiale, da parte della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, del Presidente eletto. Sergio Mattarella è persona integerrima, onesta razionale e vero uomo dello Stato, che gente della mia età non possono non conoscere e non gioire oltre ad essere fieri che una persona di questo spessore possa essere la prima carica dello Stato a rappresentare “TUTTI” gli Italiani.

Mi hanno particolarmente colpito le sue prime esternazioni che senza emozioni e con naturalezza sono state: il mio primo pensiero va soprattutto e innanzitutto alle difficoltà e alle speranze degli Italiani “TUTTI” parole di considerazione e di rispetto che danno speranza a chi vive momenti difficili in questo momento che il nostro Paese sta attraversando.

 

Fra circa 72 ore il nostro nuovo Presidente giurerà fedeltà alla carta costituzionale e al popolo Italiano… e sarà garante di giustizia e costituzionalità. L’articolo uno della Costituzione recita: l’Italia e una repubblica fondata sul lavoro a cui tutti gli Italiani hanno diritto a difesa della propria dignità e sussistenza e aggiungerei che nessun Parlamento ha il diritto di TOGLIERE UN LAVORO REGOLARE A CHI IN MANIERA CONTRATTUALE LO POSSIEDE VIOLANDO LA COSTITUZIONE E NEANCHE SI PUO FARE UNA COERCIZIONE MASSACARANTE INTIMIDATORIA NEI CONFRONTI DI PERSONE ONESTE CHE PRODUCONO E PAGANO MOLTE TASSE.

 

Spero che questo lo sappiano tutti i giovani parlamentari che oggi giustamente applaudivano e sorridevano per la nuova nomina del Presidente della Repubblica, vorrei che si assumessero la responsabilità di non far morire il sorriso sulle labbra di decine di migliaia di giovani che oggi sono occupati nelle migliaia di piccole e medie aziende nel settore del gioco pubblico, vorrei che sapessero che queste aziende non sono rappresentate da vecchi cialtroni sfaticati brutti sporchi e cattivi ma da persone perbene che hanno messo tutto e sottolineo tutti gli investimenti di risorse economiche e risorse umane altamente qualificate dove a fronte di tutto questo lo Stato ha messo LA LEGGE.

 

Il settore è fatto di moltissime persone che dopo aver fatto istruire i propri figli facendoli laureare, e già questo dovrebbe essere motivo di orgoglio per lo Stato, a fronte di una disoccupazione garantita hanno passato la mano a queste giovani eccellenze, avvocati, economisti, ingegneri… questo è il nostro settore e non i DIFFICILMENTE QUALIFICABILI CHE NON FANNO UN VERO LAVORO…, come affermato nella relazione tecnica che accompagnava la legge di Stabilità, CARI GIOVANI POLITICI NON OFFENDETE I VOSTRI COETANEI PRIMA DI GIUDICARE INFORMATEVI.

 

Il lavoro che noi facciamo e stato ideato e reso legale dallo Stato il quale ha scritto tutte le regole, fissato imposte e tutti i protocolli della filiera alla quale per appartenere si devono obblighi e responsabilità e pertanto a prescindere dalla grandezza dell’azienda, queste imprese hanno diritto sacrosanto di esistere e non si può improvvisamente dire: le regole scritte non valgono più i tuoi soldi investiti buttali al vento l’avvenire tuo e della tua famiglia “problemi tuoi” e gettare nella disperazione migliaia di piccole aziende. Questo è semplicemente violare la legge.

 

Questi giorni mentre lottiamo preoccupati nel vedere come rispondere agli impegni imposti nella legge di stabilità, lo spettro della delega fiscale che si paventa ancor più punitiva nei confronti del settore sta creando una immensità di danni.
Sta bloccando letteralmente il lavoro di gestione e produzione, sta paralizzando completamente il settore per la gioia di alcune lugubri figure che tramano oramai anche dichiaratamente i loro progetti di accaparramento di tutto il mercato.
Se i tecnici e i politici non lo tengono in considerazioni e non comincino a pensare che le esagerazioni i proclami e le fantastorie vanno messe da parte, questa delega potrebbe fare danni irreversibili sia economici che sociali.

 

In qualità di rappresentante associativo senza mezzi termini posso dire che ciò che sta sta accadendo e stato messo in moto ad arte da grandi (definirei obesi) affaristi che, non contenti ancora della loro mole, vorrebbero falciare in maniera cinica e scorretta centinaia di migliaia di posti di lavoro anche forzando la mano su nuove regole che non servono a nulla. Il vero riassetto del gioco pubblico non va fatto sulle newslot, è una fandonia inventata per comodo, va fatta su cose veramente pericolose, non basta parlare: il gioco online e diventato devastante e sul quale vorrei sapere come si applica il decreto Balduzzi… forse mettendo la cartellonistica nei portoni dei condomini o con messaggi sui telefonini!
Prendersela con un comparto trasparente è menzoniero e disonesto noi non siamo il male vogliamo che venga rispettata la nostra dignità…il nostro lavoro che lo riteniamo un diritto costituzionale…siamo ITALIANI ANCHE NOI SE NON VE NE SIETE ACCORTI…
Umiliarsi per chiedere ai nostri politici di poter conservare il proprio lavoro non è dignitoso, questi giorni ho incontrato moltissimi giovani nei loro occhi ho letto la paura del futuro perché sanno che se perdono ciò che hanno non troveranno altro.

 

Per me chiedere non è un problema, per una persona della mia età l’umiltà non è un difetto… mi appello a tutte le Istituzioni, alla nostra Costituzione e a quella speranza di cui parlava il nuovo Presidente eletto:
per cortesia siate ragionevoli e riflessivi non create nuove decine di migliaia di giovani disoccupati, oltre che ingiusto sarebbe crudele, i giovani sono il futuro di questo Paese non uccidetelo.

 

Vorrei tanto anche se so che non accadrà che qualcuno di buona volontà volesse ascoltarmi… direi loro non la mia verità ma…la verità….
Permettete di esaudire la voracità di alcuni significherebbe offendere i diritti di tutti.

Giacomo Perrone

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