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Patoia (SAPAR) su nuova legge in Umbria: “non si sconfigge così la ludopatia”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

12 ottobre 2014 - 19:00


saparsede

«L’aumento dell’Irap per gli esercizi commerciali che ospitano le newslot sarebbe una punizione ingiusta verso gli operatori del gioco legale, aziende che assicurano entrate per lo Stato e posti di lavoro: il sistema lecito è a rischio e il gioco illegale sta già proliferando indisturbato in tutta Italia. Chiedo ai consiglieri che voteranno la legge sul contrasto al gioco d’azzardo patologico di non inserire questa misura anticostituzionale e assolutamente inutile ai fini della lotta alla ludopatia». Lo dichiara Luca Patoia, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative (Sapar), che rappresenta oltre 1.500 gestori e produttori di macchine da gioco in Italia, in vista del voto in programma martedì 14 ottobre al Consiglio Regionale dell’Umbria.
«Il problema della ludopatia è serio, impone riflessioni profonde e va affrontato intervenendo su tutta l’offerta di gioco e non soltanto accanendosi contro gli apparecchi – continua Patoia -. Abbiamo visto cosa succede nelle Regioni e nei Comuni dove provvedimenti come quello che verrà votato in Umbria sono entrati in vigore: gli operatori legali lasciano il mercato, schiacciati da margini sempre più ristretti e dagli ostacoli determinati da queste normative, ma al loro posto spuntano “totem”, Ctd e tutte le altre forme illegali di gioco, che sfuggono ai controlli. Ci rimette lo Stato, che perde gettito e risorse per contrastare il gioco d’azzardo patologico, e ci rimettono i cittadini, perché questi sistemi illegali non prevedono alcuna forma di tutela per i soggetti più deboli. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli lo ha messo nero su bianco in una recente audizione in Commissione Bilancio alla Camera: l’illegalità sta già proliferando, 24mila aziende legate agli apparecchi da gioco non hanno rinnovato l’iscrizione all’apposito registro e, in caso di ulteriori tassazioni e di un rinnovo forzoso del parco macchine, il danno per le casse dello Stato si aggirerebbe tra i 9 e i 13 miliardi di euro».

La legge regionale umbra prevede corsi obbligatori sul contrasto al GAP per i gestori delle sale e dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco lecito. «La Regione arriva tardi, le aziende e la Sapar dimostrano di conoscere certi fenomeni più a fondo rispetto alla politica: organizziamo questo tipo di corsi per gli operatori del settore da almeno quattro anni», conclude Patoia.

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