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Passamonti (SGI): ‘Pronti a forti limitazioni ma si combatta l’illegalità’

In: Associazioni, Cronache, Personaggi

17 gennaio 2014 - 11:34


passamontim

(Jamma) Il 2013 s’è chiuso con un calo delle giocate di circa 2 miliardi; l’immagine del settore è compromessa dalle inchieste sulle infiltrazioni della criminalità e dalle crescenti segnalazioni di giocatori ludopatici; i sindaci protestano contro regole e controlli che non scongiurano pesanti ricadute sociali. E per la prima volta Massimo Passamonti, presidente di Sistema Gioco Italia (l’associazione che dentro Confindustria rappresenta i concessionari del gioco d’azzardo) – si legge in un’intervista rilasciata oggi ad Avvenire – ammette che esiste il problema delle propaggini mafiose, che vi sono lacune normative e che il gioco legale non ha sconfitto – come invece veniva promesso – la rete delle scommesse illecite.

Cosa chiedete? Oltre che al ministro dell’Interno Alfano, ci rivolgiamo al ministro degli Affari Regionali Delrio, perché nella conferenza Stato-Regioni avvii un tavolo tecnico, allo scopo di rafforzare il sistema del gioco legale, se serve con ma ori controlli, più stringenti e severi, anche con nuove limitazioni, purché si parta presto.

Perché dovremmo credere che siete disposti adecurtarvi gli incassi in seguito a «nuove limitazioni»? In questo momento, secondo noi, occorre consolidare i risultati e non spingere oltre, con l’effetto di trovarsi in un sistema nel quale l’illegalità non è stata emarginata. Quello che serve è un quadro normativo condiviso a livello nazionale.

Dica la verità: non le piacciono le delibere anti-slot della Regione Lombardia e temete analoghe iniziative di altri enti locali. Ritengo oltranzista la posizione assunta in Lombardia, ma capisco questa reazione. È una risposta secondo me errata, ma che è provocata dalla mancanza di norme precise, da stabilire con il governo.

Quali regole vorreste? Per cominciare, occorre attuare il piano regolatore del gioco pubblico, per regolamentare la presenza e l’impatto sul territorio. Peraltro esiste una rete distributiva non autorizzata, quindi svincolata da tutti i controlli e gli adempimenti a cui è sottoposto il sistema legale. Chiediamo con forza che di pari passo con le verifiche sul circuito legale si rilanci l’azione di contrasto all’offerta non autorizzata.

Si stanno moltiplicando le inchieste sulla presenza della criminalità attraverso il noleggio di slot-machine. Non vi eravate accorti di nulla? Premetto che secondo studi internazionali (come quello di Transcrime/Università Cattolica) il rischio di infiltrazione mafiosa è tra i più bassi rispetto ad altri comparti. Ma in effetti resta il problema dei circa quattromila noleggiatori. Una categoria che per esercitare deve iscriversi ad un apposito albo fornendo requisiti precisi, ma su di essi bisogna farsi delle domande.

Quali? Alcuni di essi dichiarano di gestire 15 apparecchi. Ma basti pensare che un noleggiatore strutturato industrialmente dovrebbe avere almeno mille macchine. Chi dichiara numeri molto bassi andrebbe controllato: come fa a sopravvivere? Siamo certi che parallelamente non vengano svolte attività illegali?

Intanto, però, benefidate di una fiscalità di favore. Non è vero. La tassazione sul gioco in Italia è parametrata a livelli europei e, se possibile, in Italia è ancora più alta.

Ci sono anche altre categorie che desidererebbero una tassazione «a livelli europei», ma non ci riescono. Insisto, il mercato legale si regge se il prodotto è concorrenziale, altrimenti i giocatori si spostano sul gioco “nero” o su siti internet esteri non controllati. E poi se si considera che dei 16,5 miliardi effettivamente spesi (alla cifra degli 85 miliardi si arriva per effetto delle vincite che vengono rigiocate), 8 vanno all’erario e 8,5 compensano la filiera, di cui 2,7 miliardi ai concessionari e il resto va a tabaccherie, sale, bar, etc, questo significa che il gioco è tassato al 50%. E peraltro nel 2013 per la prima volta tutti gli indicatori sono in negativo.

Forse dovreste tenere conto anche di un altro indicatore: la dipendenza. Secondo una recente ricerca dell’Università “La Sapienza”, il numero dei giocatori “problematici” in Italia è in linea con la media europea. Ma dobbiamo comunque fare ogni sforzo per prevenire e combattere ogni abuso del gioco. Siamo disponibili anche su questo a fare un lavoro comune con le autorità, in primis il Ministero della Salute.

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