Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Passamonti (SGI): Maggiore professionalità e più intrattenimento nel futuro delle gaming machine

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

10 marzo 2015 - 15:46


passamontitg2

(Jamma) – In un intervista rilasciata in ESCLUSIVA a Jamma.it, Massimo Passamonti, presidente Confindustria Sistema Gioco Italia, commenta il risultato della raccolta 2014, i dati prodotti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e sulla base di questi dati la situazione di mercato, i programmi e le speranze per il settore del gioco automatico.

Presidente Passamonti, sono stati da poco resi noti i dati sulle entrate erariali per il 2014 e le prime cifre del 2015. Ci aiuti ad interpretarli meglio.
E’ vero che nel 2014 il saldo è stato positivo. Ma questo non deve ingannare. Anche lo scorso anno, infatti, è stata registrata una riduzione delle entrate dagli apparecchi da intrattenimento, pari a circa l’1%. Il saldo positivo dunque è da ricondursi agli oltre 400 milioni di euro di penali, che 8 concessionari hanno versato allo Stato a seguito della sentenza della Corte dei Conti. Alla contrazione del 2014, devono aggiungersi poi anche i primi dati riferiti al 2015. Sono cifre che preoccupano e che testimoniano, in particolare, un drammatico calo del 10% nella raccolta delle gaming machine. Ma anche per quanto riguarda gli altri settori dell’offerta di gioco legale il 2015 segna una preoccupante stasi.

 

Sono dati che sorprendono o la contrazione era prevedibile?
Purtroppo i dati non ci sorprendono. L’effetto negativo sul 2015 era infatti di facile previsione. Come sosteniamo da tempo, intervenire con la Legge di Stabilità per ridurre i compensi dei concessionari attraverso una rimodulazione complessiva dei compensi alla filiera non può che determinare la rinegoziazione, tra le parti, dei contratti in essere. Tutto ciò ha comportato difficoltà di relazione tra i componenti della filiera e una conseguente, e preoccupante, contrazione di tutte le altre attività.

 

Avete proposto una strada alternativa?
Il nostro auspicio è stato, e continua ad essere, che la revisione degli aggi e dei compensi spettanti ai diversi protagonisti della filiera del gioco pubblico avvenga con uno strumento legislativo più organico e declinabile quale era, e resta ancora, l’art. 14 della Delega fiscale. Nell’ambito di questo provvedimento sarà necessario profilare e delineare meglio anche le attività di tutti gli attori coinvolti. E uno spazio importante dovrà continuare ad essere occupato dai gestori.

 

Tutto ciò anche in prospettiva del passaggio alle nuove AWP, annunciato dal Sottosegretario Baretta?
Certamente, anche perché le nuove AWP “remote” o, se vogliamo, con controllo da remoto dovranno essere comunque allocate presso il canale commerciale dei generalisti principali. Questa allocazione, inoltre, non potrà fare a meno, sulla base del principio della proprietà della macchina stessa, di professionalità specializzate specialmente nell’organizzazione e nelle gestione del parco macchine.

 

Restiamo sul parco macchine, la Delega dovrebbe prevedere una cospicua riduzione…
La razionalizzazione è a nostro avviso un passaggio fondamentale, anzitutto per determinare condizioni di maggiore accettabilità sociale dell’offerta di gaming machine sul territorio. Un’offerta che negli anni passati ha sicuramente tracimato i confini della stessa accettabilità. E’ necessario, dunque, riportarla a dimensioni più equilibrate, anche in proporzione al numero dei residenti, attestandoci su medie europee o comunque su quelle di Paesi simili all’Italia.

 

La Delega punta ad una riorganizzazione complessiva del settore, per i prossimi decenni. Quali sono i punti chiave irrinunciabili?
Per i prossimi dieci anni sarà necessario passare ad un mercato del gioco legale che punti a consolidare i risultati ottenuti, senza però espanderli in modo incondizionato. In questo senso, diventano fondamentali i parametri di tutela sociale e ordine pubblico. Così come sarà fondamentale mantenere e rafforzare il principio della riserva di legge a favore dello Stato e, quindi, di regole uniformi sul territorio.

 

Ritiene che ci siano ancora prospettive per il mercato del gaming machine?
Sì, se il mercato riaffermerà la qualità professionale di tutti i soggetti impegnati, sia per quanto riguarda la distribuzione sia per quanto concerne invece la qualità dei locali che prevedono un’offerta di gioco legale. E inoltre se sarà recuperata definitivamente l’immagine e l’identità che più si addice e che meglio caratterizza il settore: quella dell’intrattenimento.

 

E dal punto di vista fiscale?
Il passaggio dalla tassazione sulla raccolta a quella sul margine – sostenuta da Sistema Gioco Italia fin dal 2012 in occasione del convegno organizzato presso l’Università LUISS Guido Carli – sarà un’occasione importante per avviare una selezione ed una qualificazione degli imprenditori del gioco, nella prospettiva di una collaborazione con lo Stato. In questo senso, sarà assolutamente necessario che sul territorio le leggi regionali e gli ordinamenti comunali garantiscano un corretto svolgimento delle attività di impresa, senza atteggiamenti discriminatori ed espulsivi. Questo approccio infatti, combinato con le opportunità garantite dalle nuove tecnologie, oggi sta producendo un clamoroso e preoccupante ritorno di offerte illegali di gioco. Solo un gioco pubblico, controllato e controllabile, e senza più eccessi, potrà davvero garantirci che per milioni di italiani il gioco rappresenti un’attività di intrattenimento, un normale divertimento, a cui si ricorre qualche volta e con l’utilizzo di qualche euro.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito