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Palese (AGCAI) parla di programmi e di accordi tra le associazioni

In: Associazioni

21 marzo 2016 - 07:39


palese

(Jamma) – Il tour di Pippo Franco, sponsorizzato dall’associazione, e l’incontro con il deputato on.Nicola Ciracì (COR), sono solo le ultime due iniziative di AGCAI che dall’inizio del 2016 sembra aver pigiato l’acceleratore della macchina associativa.
Venerdì scorso Benedetto Palese, intervistato durante Enada Primavera, ha dichiarato di essere “molto soddisfatto del lavoro svolto”. “Noi di AGCAI – ha premesso Palese – siamo tra la gente e con la gente, rappresentiamo gli operatori ma vogliamo dare il nostro contributo anche per prevenire la ludopatia e contenerne gli effetti sulle famiglie. AGCAI ha presentato più volte una proposta, da ultimo il 9 marzo all’hotel Nazionale di Roma e alla presenza di senatori e deputati, tra loro anche il sen. Mirabelli che è tra i primi firmatari del progetto di legge sul gioco presentato in Senato. Noi chiediamo la sostituzione dell’attuale 70% di slot con una macchina AWP con controllo da remoto senza ticket e senza lettore, tassata al 50% degli utili, con l’incremento degli elementi di intrattenimento e abilità fino ad arrivare ad un costo orario di partecipazione al gioco paragonabile ad un qualsiasi altro apparecchio di intrattenimento come il flipper con perdita max € 10/ora. Vogliamo quindi il divieto assoluto delle slot di intrattenimento nelle sale videolottery, sale bingo e sale scommesse, in quei punti di raccolta che noi riteniamo essere punti d’azzardo dove dovranno restare soltanto gli apparecchi VLT”.

 
Le altre associazioni non sembrano sulla stessa posizione
“Di quali associazioni stiamo parlando? Ancora meglio, di quali posizioni o programmi parliamo? Noi di AGCAI organizziamo convegni, incontriamo i politici, andiamo in piazza e facciamo tutto ciò che possiamo per tutelare gli operatori. Dalle altre associazioni, dopo l’evento di Roma al Frentani, ufficialmente non abbiamo ricevuto più nulla”.

 
Durante Enada, Sapar e AGGE Sardegna hanno firmato un protocollo e comunicato un accordo…
“Bene ne sono felice, anche noi siamo favorevoli all’unione di intenti ma nessuno ci ha chiamato per la firma del protocollo. Un accordo, comunque, per fare cosa? Questo è il tema da non perdere mai di vista, altrimenti gli accordi sono solo propaganda. Nel corso di questa fiera abbiamo incontrato altri rappresentanti associativi, abbiamo chiesto i loro programmi, quello che individuano come priorità, ma non abbiamo ricevuto risposte definite. Noi partecipiamo a tutti gli eventi, esponiamo le nostre convinzioni anche quando vorrebbero farci stare zitti, e siamo sempre disposti al confronto. Gli altri non si presentano, non rispondono agli inviti, non comunicano. Comunque, almeno per noi, nulla è compromesso, sui principi non possono esserci grandi differenze. Noi siamo comunque per unire le forze associative, restiamo sempre disponibili non perché non sappiamo fare da soli, e lo abbiamo già ampiamente dimostrato, (ad esempio l’on. Ciracì, proprio ieri sera, alla presenza dei soci ha promesso di impegnarsi con noi) ma perché siamo convinti che l’unione delle forze può rendere più incisiva la nostra attività in tutela del gestore”.

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