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Ordinanza Milano, Sapar: “Pronuncia Tar Lombardia ci lascia perplessi, sarà la fine del gioco legale. Assurdo immobilismo Stato”

In: Associazioni, Diritto

21 novembre 2014 - 18:12


curcio

(Jamma) – «La pronuncia del Tar Lombardia ci lascia perplessi. Pur rispettando l’operato dei giudici, non possiamo però non sottolineare come la decisione di ritenere legittime le limitazioni orarie per gli apparecchi, imposte dal Comune di Milano, sancirà la fine del gioco legale e incoraggerà il proliferare dei sistemi irregolari.

 

Assistiamo ormai di continuo a decisioni di segno completamente opposto da parte dei tribunali amministrativi: trovo assurdo che lo Stato non intervenga una volta per tutte per fare chiarezza e chiudere questa disputa».

 

È la reazione di Raffaele Curcio (foto), presidente dell’Associazione Nazionale Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative (SAPAR), che rappresenta oltre 1.500 imprese di gestione e produzione di macchine da gioco, alla notizia della pronuncia del Tar Lombardia in merito ai limiti orari delle sale da gioco e degli apparecchi imposti dal Comune di Milano.

 

«L’ordinanza del Comune di Milano, che prevede limitazioni orarie all’utilizzo degli apparecchi, impedisce alle aziende di lavorare secondo la concessione statale – continua Curcio – e inoltre crea l’effetto opposto rispetto a quello desiderato. Non ci saranno meno giocatori problematici perché, come abbiamo visto in altri territori, continueranno a proliferare “totem” e CTD, sistemi senza alcun tipo di controllo e in mano a soggetti non autorizzati dallo Stato. Questi sistemi sostituiranno l’offerta lecita. I giocatori, dunque, dal gioco legale, che prevede tutele per i soggetti deboli, finiranno nella clandestinità».

 

«Le aziende hanno fatto e programmato investimenti in base a un’autorizzazione concessa dallo Stato – conclude Curcio – e i continui divieti costituiscono una limitazione dell’esercizio di questa concessione. Se lo Stato non continuerà a prendere posizione su questo punto, dovremo certamente pensare ad azioni per tutelare le imprese e gli investimenti fatti. L’auspicio è che l’attuazione della Delega Fiscale sia finalmente la volta buona».

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