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Nuove regole in Piemonte. Curcio (SAPAR): «Non si puo’ punire chi lavora rispettando la legge»

In: Associazioni

29 agosto 2014 - 08:39


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(Jamma) – «La giunta della Regione Piemonte vuole premiare i gestori degli esercizi pubblici che rinunciano agli apparecchi da gioco con la diminuzione dello 0,92 per cento dell’IRAP e penalizzare quelli che li mantengono con un aumento della stessa entità. Mi sembra che, ancora una volta, l’approccio degli enti territoriali sia sbagliato e punti semplicemente a punire chi lavora nel rispetto delle regole e delle leggi fissate dallo Stato e risponde a rigidi controlli. Mi chiedo: per gli operatori che promuovono gioco illegale, per esempio i centri di trasmissione dati, quale tassa aumenterà la Regione Piemonte?».


È il commento di Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, che rappresenta oltre 1.500 tra gestori e produttori di macchine da intrattenimento, alla notizia delle nuove regole sulle newslot previste dalla Regione Piemonte guidata da Sergio Chiamparino. «Continuiamo a cercare un dialogo con gli amministratori locali, ma non c’è la volontà di sentire le proposte degli operatori del settore – continua Curcio -. Se le regole valgono per tutti, perché non aumentare l’Irap anche a chi continuerà a offrire nel proprio locale tutte le altre forme di gioco come gratta e vinci o scommesse? Siamo convinti che sia necessaria una riorganizzazione da parte del Parlamento che riveda le regole di tutti i giochi, e speriamo che questo momento arrivi con la Delega Fiscale. Da una parte, assistiamo a questo accanimento verso le newslot, e dall’altra al proliferare di forme di gioco ben più aggressive e, spesso, illegali».
«Non è in questo modo, con il proibizionismo, che si contrasta la ludopatia, ma con campagne informative e maggiore educazione al consumo – continua Curcio -. Non c’è bisogno di penalizzare gli esercizi che tengono gli apparecchi per ottenere i fondi per la lotta al gioco d’azzardo patologico: Sapar ha proposto che l’aumento dello 0,3 per cento del Preu, previsto per il 2015, venga destinato alle amministrazioni locali per la lotta al GAP. Non si penalizzi ulteriormente un settore che crea occupazione per migliaia di famiglie in tutta Italia».

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