HomeAssociazioniMinori e digitale, Caffo (Telefono Azzurro): “Sulla tutela siamo in ritardo. Servono...

Minori e digitale, Caffo (Telefono Azzurro): “Sulla tutela siamo in ritardo. Servono regole applicabili e verifiche reali dell’età”

“La tutela dei minori nell’ambiente digitale è un tema che stiamo affrontando con grande ritardo”. È questo il messaggio lanciato da Ernesto Caffo (in foto), fondatore e presidente di Telefono Azzurro, intervenendo alla presentazione della proposta di legge sulle verifiche dell’età per l’accesso ai social network e alle piattaforme digitali.

Secondo Caffo, l’esperienza maturata attraverso le attività di ascolto e assistenza dell’associazione mostra un quadro sempre più preoccupante. “Vediamo costantemente il numero di bambini e adolescenti che vive situazioni di gravissimo disagio e le risposte che oggi stiamo dando sono assolutamente insufficienti”, ha affermato, sottolineando la necessità di accelerare il percorso legislativo.

Il presidente di Telefono Azzurro ha evidenziato come il dibattito politico italiano sul tema sia rimasto finora marginale, nonostante la presenza di diverse proposte di legge. A suo giudizio, è necessario arrivare rapidamente a una normativa operativa e concretamente applicabile.

Nel suo intervento ha richiamato anche il confronto europeo. Caffo ha ricordato la recente conferenza di Copenaghen promossa dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal governo danese, durante la quale è emersa la volontà dell’Unione Europea di rafforzare le strategie per la protezione dei minori online.

Un aspetto che il presidente di Telefono Azzurro considera fondamentale è il coinvolgimento diretto dei giovani. “I ragazzi sono le persone più adatte a darci indicazioni su come costruire un ecosistema digitale che favorisca la crescita e lo sviluppo, evitando le trappole che il sistema digitale oggi propone loro”, ha spiegato.

Secondo Caffo, il tema non riguarda soltanto singoli rischi o specifici contenuti, ma l’impatto complessivo che il digitale esercita sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei minori. Un fenomeno che, a suo avviso, è stato ulteriormente accelerato dall’intelligenza artificiale.

Particolarmente critico il giudizio sugli strumenti finora adottati per proteggere i più giovani. Caffo ha citato il parental control e i sistemi di verifica previsti per impedire ai minori l’accesso ai siti pornografici, ritenuti in larga misura inefficaci. “Ancora oggi basta un’autocertificazione per accedere a questi contenuti e i bambini continuano ad avere accesso a materiale che può avere conseguenze molto rilevanti sul loro sviluppo”, ha osservato.

Uno dei nodi centrali riguarda la verifica dell’età. Per il presidente di Telefono Azzurro, le grandi piattaforme continuano a sostenere che i minori non rappresentino il loro pubblico di riferimento, ma la realtà è diversa. “I bambini sono tra i fornitori di dati più ricchi e interessanti. Quei dati vengono raccolti, analizzati e profilati attraverso sistemi estremamente avanzati”, ha affermato, ricordando che molte delle principali piattaforme operano fuori dall’Europa.

Caffo ritiene tuttavia che oggi esistano strumenti tecnologici che consentirebbero di affrontare concretamente il problema. Tra questi ha citato le soluzioni di identificazione dell’utente e l’app per la verifica dell’età recentemente proposta dall’Unione Europea, che potrebbe rappresentare una base per sistemi più efficaci di controllo degli accessi.

Nel corso dell’intervento è stato affrontato anche il tema della sicurezza online e della lotta agli abusi sui minori. Caffo ha espresso preoccupazione per le difficoltà incontrate a livello europeo nel rinnovare alcuni strumenti normativi destinati a contrastare la diffusione di materiale pedopornografico in rete. Secondo il presidente di Telefono Azzurro, il rischio è che il monitoraggio e la rimozione di questi contenuti vengano lasciati esclusivamente all’iniziativa volontaria delle singole piattaforme.

“Non è accettabile che la tutela dei bambini dipenda dalla volontà delle aziende”, ha sottolineato, ribadendo la necessità di regole chiare, controlli efficaci e strumenti realmente applicabili.

In conclusione, Caffo ha invitato il legislatore a superare gli annunci e a concentrarsi su norme capaci di produrre effetti concreti. “Dobbiamo fare in modo che le leggi che studiamo e proponiamo siano davvero applicabili e trasformino la tutela dei minori in qualcosa di reale e fruibile”, ha dichiarato.

Redazione Jamma
Redazione Jammahttps://www.jamma.it/
Il quotidiano del gioco legale
Altri articoli