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Legge di Stabilità e CTD: l’Acogi incoraggia un tavolo di confronto sul tema della raccolta delle scommesse

In: Associazioni, CED e CTD, Scommesse

24 novembre 2014 - 17:05


ctd

(Jamma) – “La proposta di intervenire con delle norme transitorie che possano legittimare l’operatività dei CTD legati a bookmakers esteri che hanno subito discriminazioni dal sistema concessorio-autorizzatorio, in attesa del 2016, formulata dall’Acogi al Legislatore italiano proprio nelle ultime settimane, sembra essere stata accolta dal Governo che starebbe studiando una soluzione temporanea per fare cassa da un lato, e dall’altro incoraggiare un periodo più equilibrato nel settore del betting almeno fino alla nuova gara.

 

L’idea al vaglio del Governo e del Ministero dell’Economia sarebbe quella di tassare, con una tantum per il 2015 dell’ammontare di 10 mila euro, ogni centro collegato a operatori senza concessione e, per gli anni precedenti, al versamento di un Preu di pari importo. Si produrrebbero così entrate erariali immediate per 500 milioni di euro e, successivamente, si passerebbe al conteggio degli anni di esercizio di ogni punto vendita e dell’ammontare del contributo dovuto.

 

L’Acogi, nell’apprezzare che vi sia la volontà di risolvere contenziosi lunghi più di un decennio, e nello scorgere nell’idea del Governo una sorta di ammissione di responsabilità nell’aver normato in maniera discriminatoria e incerta un settore importante come quello del betting, esprime insoddisfazione per l’idea di importi forfettari che non distinguono le situazioni dei diversi operatori presenti sul territorio, ma che, soprattutto, lasciano margini di opinabilità e casualità altissimi in riferimento agli anni di esercizio dei centri che dovrebbero pagare l’imposta.

 

L’auspicio è l’avvio di un tavolo di trattativa con gli operatori e le associazioni di settore per i chiarimenti dovuti rispetto alla confusione in cui il comparto vive. La richiesta dell’Acogi di regole chiare e di criteri di selezione trasparenti, di promuovere un mercato libero in cui la capacità di concorrenza leale si instauri sulla base di parametri di scelta uniformi e proporzionati, non viene soddisfatta da soluzioni tampone completamente prive di criteri oggettivi e equilibrati come quelle avanzate nei giorni scorsi”.

 

Acogi

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