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“La dipendenza dal gioco non è un gioco”, Primo Consumo mette a confronto tecnici, politici ed istituzioni sul dilagante fenomeno del gioco d’azzardo patologico

In: Associazioni

1 luglio 2012 - 09:02


primoconsumo

(Jamma) – “La dipendenza dal gioco non è un gioco”, convegno d’informazione ed approfondimento sul gioco d’azzardo patologico, progetto dell’associazione Primo Consumo a Roma, 6 luglio 2012, Aula Magna, Ospedale Cristo Re, Via delle Calasanziane,25 (zona Pineta Sacchetti), in collaborazione con la Scuola di Specializzazione del Cristo Re ed il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio e della Provincia di Roma.

Il convegno vuole essere l’occasione per riflettere sulla situazione del gioco d’azzardo in Italia e sui rischi ad esso connessi da un punto di vista sia politico-istituzionale che scientifico. Attraverso l’intervento di politici, rappresentanti delle istituzioni e professori emeriti sarà possibile avere un quadro dettagliato del fenomeno, ormai dilagante, e discutere sull’attuazione di interventi finalizzati alla prevenzione e riduzione dei danni provocati dalla dipendenza da gioco d’azzardo
Il gioco, da sempre sinonimo di divertimento svolge una funzione ad alto impatto sociale. Giocare può trasformarsi da piacevole passatempo a vero e proprio disturbo psicopatologico. Già dal 1980 gli studiosi del fenomeno hanno riconosciuto la dipendenza da gioco d’azzardo come patologia al pari della dipendenza da sostanze d’abuso.
Nel 1992 l’OMS riconosce nel gioco d’azzardo compulsivo una “forma morbosa chiaramente identificata e sostiene che in assenza di misure idonee di informazione e prevenzione può rappresentare , a causa della diffusione, un’autentica malattia sociale”.
Il giocatore definito patologico ricerca un coinvolgimento sempre crescente nel gioco d’azzardo, manifesta un “bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori” e sviluppa una progressiva perdita di capacità nel mettere limiti al suo coinvolgimento nel gioco sulla base di un particolare schema comportamentale di “rincorsa” delle proprie perdite. L’inseguimento del denaro perso e il desiderio di “rifarsi” può condurre nel corso del tempo il giocatore verso un vero e proprio disastro economico che prevede spesso il ricorso a richieste di prestiti, ad usura e menzogne in famiglia e in alcuni casi a comportamenti estremi come azioni illegali o tentativi di suicidio. L’Italia si piazza al terzo al posto tra i paesi che giocano di più al mondo: 800 mila sono i dipendenti da gioco d’azzardo all’interno di un bacino di quasi due milioni di giocatori a rischio che non risparmia pensionati e adolescenti.

Crediti ECM
All’iniziativa sono stati attribuiti n.5 crediti ECM. (Accreditamento regionale n°36474) Per i suddetti crediti e richiesto un contributo di euro 10 che comprende anche l’iscrizione facoltativa all’Associazione Primo Consumo.

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