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L. Stabilità, Confindustria Giochi: da Governo richiesta inapplicabile e irrealistica

In: Associazioni

17 dicembre 2014 - 13:49


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(Jamma) La tassa aggiuntiva di 500 milioni di euro porta molto vicino allo zero il margine dell’intera filiera dei giochi e danneggia l’immagine del paese Italia agli occhi dei grandi investitori nazionali e internazionali che guardano con sconcerto all’incertezza di regole e prospettiva.

Oltre a questo, la formulazione attuale dell’emendamento del governo è irrealistica e del tutto inapplicabile per la genericità del meccanismo e per l’assenza di qualunque regola applicativa. Non è pensabile richiedere a oltre centomila soggetti economici di accordarsi autonomamente, in presenza di contratti preesistenti, su come ripartire gli oneri che l’emendamento governativo comporta per il settore. Parlamento e Governo non posso venire meno al loro ruolo regolatorio.

E’ quanto sostiene Federazione Sistema Gioco Italia in merito alla proposta di emendamento governativo alla Legge di Stabilità relativo al contributo di 500 milioni di euro del settore dei giochi. Ma, pur denunciando che il limite di sopportabilità del settore è ormai raggiunto per il susseguirsi di una serie di provvedimenti punitivi, Sistema Gioco Italia offre al Legislatore la propria disponibilità ad individuare soluzioni alternative in collaborazione con il Governo per determinare modalità sostenibili, naturalmente diverse da quelle al momento proposte dal Governo, attraverso cui reperire le risorse richieste.

Se la norma dovesse essere invece approvata nella formulazione attuale ci sarebbe il rischio reale di uscita di molti operatori legali dal mercato, annullando ciò che faticosamente si era riusciti a ottenere in questi anni, ovvero la cancellazione dai famigerati video poker, e sarà perciò fondamentale che la Delega Fiscale affronti subito la questione della rimodulazione degli aggi e dei compensi.

Solo una modalità applicativa nell’ambito della filiera potrà infatti impedire che la norma condanni a morte l’intera filiera industriale, che non può sopravvivere se viene a mancare uno o più degli attori che la compongono. A rischio sono più di 75.000 posti di lavoro, una quota importante di risorse per l’erario e le tutele per il giocatore che, con la fine del settore legale, si vedrebbe consegnato al gioco illegale.

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