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L’ Agenzie delle Entrate scrive ai gestori delle slot. In mancanza di dati fare richiesta ad Aams di accesso agli atti

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni, Automatico, Newslot, Videogames, Videolottery

13 giugno 2012 - 18:41


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Giochi&Fisco. Nuovo codice tributo per il versamento una tantum per rilascio/mantenimento nulla osta

 

(Jamma) Da alcuni giorni migliaia di operatori nella gestione degli apparecchi da intrattenimento stanno ricevendo richieste di produzione di documenti da parte della Agenzia delle Entrate.E’ bene precisare, scrive Sapar, che gli stessi rientrano in un piano di controllo delle dichiarazioni dei redditi di impresa che riguarda l’intero settore e quindi tutte le imprese a vario titolo operanti nella raccolta di gioco mediante apparecchi: concessionari, gestori e esercenti.

Si ritiene doveroso richiamare l’attenzione di tutti sull’importanza dell’adempimento richiesto e sulla osservanza dei termini indicati nella comunicazione per la produzione della documentazione; infatti, qualora non si adempisse alla richiesta, l’Agenzia delle Entrate potrebbe procedere ad effettuare la verifica d’ufficio delle dichiarazioni rese in base a dati presuntivi.
In buona sostanza, potrebbe presumere che il reddito di impresa sia quello stabilito in base a semplici modelli matematici e richiedere così di pagare ulteriori somme anche per redditi di fatto mai percepiti, come spesso accade a fronte della normativa fiscale vigente: la mancata risposta alla richiesta diventa un elemento che fa presumere la esattezza per legge della attività della Agenzia delle Entrate e tutti quei documenti non forniti nei termini –15 gg dalla richiesta– non potranno più essere utilizzati, neanche per difendersi in caso di ricorso alla Commissione Tributaria.

Quello richiesto non è quindi un “inutile adempimento formale”, ma ha enormi riflessi sulla attività dell’ufficio e sulla contabilità degli operatori.

Ci vengono inoltre segnalate delle difficoltà a produrre la documentazione richiesta nei ristretti termini concessi, data la enorme mole di documenti (in alcuni casi la richiesta riguarda tre annualità 2007/2008/2009) e, considerata la concomitanza con la presentazione delle dichiarazioni dei redditi per il 2011 che ovviamente limita l’attenzione in questo periodo soprattutto dei consulenti fiscali che assistono le imprese per adempimenti diversi, si rileva che in questi casi è possibile scrivere e protocollare all’Agenzia delle Entrate una richiesta motivata di proroga del termine.

Infine, si rileva che in realtà per poter verificare la correttezza delle dichiarazioni sui redditi di impresa, un dato molto importante è quello relativo alla precisa individuazione del movimento dei contatori di ogni apparecchio riferito al periodo di imposta (al singolo anno): nella prassi molte imprese hanno come riferimento esclusivamente la operazione di materiale raccolta del denaro presso i pubblici esercizi (il gestore e l’esercente, in contraddittorio tra loro prelevano: l’esercente la parte ad esso spettante direttamente dall’incasso, mentre il gestore porta via le somme restanti, subirà il prelievo del Preu del canone Aams e di una parte di incasso appartenente al concessionario da questo ultimo, di colito mediante Rid bancario).

I conteggi effettuati solo con questi criteri possono generare delle differenze di difficile giustificazione perché i dati relativi agli incassi ai fini del Preu sono impostati solo sull’In dell’apparecchio e non anche sull’Out (si presume che gli apparecchi abbiano pagato il 75%, ma di solito la percentuale è anche di molto più elevata) è quindi necessario sapere con certezza la vera differenza in-out per ogni apparecchio per ogni anno per riscontrare con precisione i veri volumi di redditi generati dall’attività.

Siccome non tutti hanno avuto cura di conservare traccia di quanto reso disponibile sui siti di servizio dei concessionari nel corso degli anni, è possibile inoltrare richiesta di accesso agli atti ad Aams che è l’amministrazione competente a detenere e conservare (tramite Sogei) le letture di tutti gli apparecchi. In questi casi si consiglia di formalizzare la richiesta di accesso agli atti (scarica il modello) e allegarne copia alla risposta fornita alla Agenzia delle Entrate in modo da poter produrre la documentazione integrativa appena resa disponibile dall’Aams.

SI EVIDENZIA, nel merito della documentazione richiesta, che il questionario riporta delle imprecisioni:
– chiede al gestore copia dei contratti con concessionari ed esercenti, ma in realtà i gestori hanno in contratto con il concessionario e questo ultimo ha un contratto con l’esercente (alle volte tutto è riassunto in un unico accordo): infatti se ci fossero accordi diversi tra esercente e gestore ci potrebbe essere il rischio che i relativi incassi siano da considerare soggetti ad Iva;

– il tot in degli apparecchi, ma questo dato è di spettanza del concessionario, si deve però evidenziare che, nel dato che risulta al concessionario, è possibile che ci sia una differenza con quanto risulta al gestore perchè il gestore raccoglie insieme all’esercente ciò che è presente negli apparecchi, ma in alcuni casi (apparecchio guasto, furti, dismissione con contatori non leggibili, ecc.) il concessionario considererà come “in” anche delle somme del tutto virtuali derivanti dal c.d. Preu forfettario (e quindi considererà l’imponibile giornaliero come incassato anche senza ci sia stata alcuna raccolta e quindi per somme virtuali;

– il tot out degli apparecchi e il residuo della raccolta che sono dati che dovrebbero essere chiesti al concessionario, il gestore può operarne una ricostruzione sulla base dei dati in suo possesso e quindi bisognerebbe spiegare che il dato è “ricostruito”;

– chiede il compenso riconosciuto dal gestore al concessionario e all’esercente: la richiesta è molto strana in quanto è il concessionario che riconosce ad esercente e gestore delle somme, trattenendosi una parte di incasso (di solito 1€ al giorno ad apparecchio o una percentuale sull’in) che non è un costo per il gestore, è semplicemente l’incasso che resta al concessionario, anche su questi dati il gestore può dare delle indicazioni precisando che lo può ricostruire in base a quanto risulta nella sua contabilità, ma che è in realtà un quesito da porre al concessionario;

–  estremamente difficile, senza l’ausilio del sito di servizio del concessionario, è la ricostruzione delle date di installazione e trasferimento degli apparecchi nei singoli esercizi: su questo se non si hanno dati certi è bene inoltrare una richiesta scritta (Racc A.R.) al concessionario e dare quindi prova alla AEE di aver fatto richiesta nelle sedi competenti; molto spesso questo dato non è possibile ricostruirlo agevolmente perchè ci sono gestori che usufruiscono di accordi con più concessionari e presso lo stesso esercizio installano apparecchi di diversi concessionari e alcune volte non differenziano la cassa o gli incassi per apparecchio con gravi difficoltà a ricostruire spostamenti apparecchi e movimenti e saldi dei relativi contatori.

– infine alcune volte si è avuto modo di verificare che alcuni gestori non hanno l’abitudine di conservare i dati relativi agli apparecchi dismessi: anche in questo caso bisogna chiedere al concessionario i dati onde poter ricostruire i ricavi effettivi e non presunti”.

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