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Il Gioco lecito è “aggredito” dalla Criminalità?: sia tutelato il valore della “legalità”

In: Associazioni

8 febbraio 2016 - 19:35


astro

(Jamma) – L’escalation di rapine ai danni dei “punti” di gioco lecito ha avuto, nella città di Salerno, un picco tale da provocare una interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e della Giustizia, attinente sia le misure di ordine pubblico che il Governo è invitato a implementare, sia le eventuali modifiche al sistema sanzionatorio ritenute necessarie per incutere una maggiore deterrenza verso i reati contro il patrimonio.
AS.TRO sollecita da anni una maggiore sensibilità istituzionale verso gli operatori del gioco lecito chiamati a custodire un flusso di gioco che, per la gran parte, è destinato a prelievo erariale e, solo in minima parte, a remunerazione della filiera terrestre chiamata a distribuire i prodotti di gioco di portafoglio pubblico.
Tuttavia, non di sola “aggressione diretta” soffre il Gioco legale, ma anche della “indiretta minaccia”, perpetrata da parte di chi vuole inquinarlo attraverso infiltrazioni malavitose, e demolirlo attraverso la concorrenza sleale delle offerte illegali di gioco.

Ed è detto profilo che più preoccupa AS.TRO, impegnata da sempre a tutelare quel grande valore di legalità che viene espresso dalle tante imprese “sane” che aderiscono alla organizzazione aderente a Confindustria sit, nel cui nome si è formalizzata la costituzione di parte civile nel processo Black Monkey, ancora in corso a Bologna.

Salutiamo di buon grado l’entusiasmo con cui il Senatore Stefano Vaccari ha accettato la nomina al coordinamento del X° Comitato della Commissione Antimafia (dedicato proprio alle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito), ed auspichiamo che sappia instaurare una sinergia positiva tra l’attività istituzionale e quell’industria del gioco legale che quotidianamente contrasta infiltrazioni e illegalità, presidiando il territorio con i prodotti del portafoglio pubblico di gioco e con il rispetto di ogni norma.

Non guasterebbe, in questo contesto, un po’ più di corretta considerazione verso il “gioco legale in sé”, iniziando, per esempio, a ri-considerare la collocazione di questo asset pubblico nella dialettica politica.

Se il gioco legale continua ad essere visto solo nella sua accezione di “problema”, senza rimarcare la sua espressione industriale e la sua conseguente dimensione di valore, rischia di non aver molto “seguito” un’indagine finalizzata a preservarlo dalle infiltrazioni criminali, ovvero obiettivo che, di norma, si riserva ai “valori economici condivisi” di un contesto nazionale, e non ai “problemi”.

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