Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

“Il gioco d’azzardo e le sue conseguenze sulla società italiana “. Ecco dove si gioca di più

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

11 giugno 2014 - 11:58


awpslot

 

(Jamma) Nel 2013 il gioco d’azzardo ha movimentato 84 miliardi e 728 milioni. Ma non è questo l’unico dato che viene reso noto oggi a Roma, presso la sede della Caritas Italiana, nel corso dell’assemblea annuale delle Fondazioni Antiusura associate alla Consulta nazionale. Nel corso dei lavori viene infatti presentata la ricerca, a cura del sociologo Maurizio Fiasco, dal titolo “Il gioco d’azzardo e le sue conseguenze sulla società italiana ” (vedi lo Studio della  Consulta Nazionale Antiusura – Ricerca gioco 2014).

Le province che assorbono nell’azzardo quote in termini percentuali più alte del reddito privato disponibile sono in prevalenza quelle delle regioni meridionali, con le eccezioni di Pavia e di Rimini.
Per la località romagnola la spiegazione è molto semplice, spiega Fiasco e analoga a quella che si presenta quando si analizzano altri fenomeni “pesati” in rapporto alla popolazione (per esempio i reati denunciati per territori provinciali): l’eccezionale presenza della popolazione stagionale dei turisti che arriva a decuplicare la numerosità dei cittadini residenti, e quindi iscritti nelle anagrafi dei vari comuni che compongono il “distretto delle vacanze e dei divertimenti”.

Analogo fenomeno, con valori più contenuti, si ripropone nelle località rivierasche e in aggregati di comuni prossimi alla frontiera e/o con tradizionali istallazioni di case da gioco in funzione molti decenni prima del boom dell’offerta: parliamo di Como, contigua a Campione d’Italia; Imperia, prossima al casinò di Sanremo; Verbania, anch’essa confinante col territorio elvetico (dove c’è ampia offerta di sale con specchi e roulette). Secondo il sociologo Fiasco, la dimestichezza delle popolazioni comasche e di Verbania con la rete oltreconfine dei casinò ne ha favorito l’apprendimento di una “cultura d’uso” del gioco di fortuna, che si è poi riverberata sull’offerta “interna”.
Nelle prime venticinque province, per incidenza del consumo di gioco sul reddito, undici sono del sud; cinque del centro sud; due del centro; tre del centro nord; quattro del nord.
Napoli è l’unica grande provincia italiana a superare il saggio del 5% del reddito procapite (cioè quello di un euro ogni 20) destinato all’alea. Per la precisione quello partenopeo – con il valore di 6,96, e parliamo della sola componente registrata formalmente – è il contributo più imponente al gioco industrializzato di massa, in rapporto alla ricchezza ufficialmente censita.

 

Commenta su Facebook


Realizzazione sito