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Il comune di Trento firma un’Alleanza contro il gioco d’azzardo

In: Associazioni, Cronache

3 maggio 2012 - 11:49


trento

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(Jamma) GioGo d’azzardo. Questo il nome dell’appuntamento dedicato ad approfondire il fenomeno del gioco d’azzardo che è partito ieri presso la sede del Comune di Trento e proseguirà oggi alla facoltà di sociologia dell’Università di Trento. Operatori e direttori di casse rurali, baristi, tabaccai, esercenti, giornalisti e amministratori comunali, potranno discutere insieme su quello che è possibile fare per la tutela dei cittadini di fronte a questo fenomeno.
L’appuntamento, organizzato dall’Associazione Auto mutuo aiuto (Ama), dal Comune di Trento e dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari, in collaborazione con gli enti rappresentativi delle categorie partecipanti, è stato preceduto ieri dalla firma ufficiale del documento ‘Alleanza per la tutela e la responsabilità condivisa per il contrasto e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico’.

I soggetti firmatari si impegnano alla prevenzione e al contenimento delle conseguenze sociali del gioco d’azzardo, nell’ambito delle rispettive competenze:
– attivando percorsi di informazione, sensibilizzazione e formazione all’interno dei rispettivi ambiti di azione;
– collaborando nell’individuazione di strategie e buone prassi attraverso periodici incontri;
– favorendo modalità di informazione eticamente corretta ai cittadini, per contrastare la promozione delle proposte di gioco e l’illusione del vincere facile che altera la percezione sulle reali probabilità di vincita in particolare per i soggetti più fragili;
– promuovendo iniziative comuni e coordinate tra enti pubblici, privati e di privato sociale;
– assicurando l’accesso e la disponibilità di efficaci servizi di ascolto informazione e trattamento con personale opportunamente formato, per le persone a rischio di dipendenza e per le loro famiglie;
– relazionando annualmente su risultati raggiunti in ragione della presente alleanza.

L’accordo, sottoscritto da Comune di Trento, Associazione AMA – auto mutuo aiuto, Provincia Autonoma di Trento, Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, Comune di Rovereto, Casse Rurali Trentine, Consorzio Comuni Trentini, Confesercenti, Ordine dei Giornalisti, Coordinamento Nazionale delle Comunità d’Accoglienza (CNCA), Federazione Italiana Tabaccai (FIT), CONSOLIDA, Caritas, rimane aperto all’adesione e all’apporto di altri soggetti che si riconoscono nelle finalità indicate e che hanno interesse a collaborare concretamente.

Il fenomeno del gioco d’azzardo in Italia e in Trentino è in costante ascesa, come documentato dai dati che l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato pubblica mensilmente sul proprio sito.
Solo nel corso del 2011 si è passati da 98 milioni di euro giocati nel mese di gennaio, a 134 nel mese di dicembre (i dati sono regionali), con un aumento del 36% in 12 mesi.
In totale sono stati giocati 1 miliardo e 332 milioni di euro (una cifra analoga viene spesa annualmente per finanziare l’intero sistema sanitario trentino). Vista la diffusione spazio temporale delle opportunità di gioco, il settore è in forte aumento e nemmeno la crisi economica ne ha rallentato l’espansione.
Il fenomeno è trasversale, coinvolge uomini e donne, giovani e anziani; variano invece in base al target le tipologie di gioco e i luoghi in cui questa attività è svolta.
Il gioco d’azzardo patologico è un fenomeno multifattoriale, costituito da varie dimensioni (personale, familiare, sociale, sanitaria, educativa, legale, patrimoniale…), che richiede un approccio globale e modalità di intervento a livelli diversi.
Tali interventi, come previsto dall’accordo firmato oggi, spaziano dalla conoscenza e studio, all’informazione e sensibilizzazione degli operatori economici, alla prevenzione, fino a specifiche azioni di supporto e cura individuale, e saranno tanto più efficaci quanto più legati a modalità di azione intersettoriali e interistituzionali. La diffusione capillare delle opportunità di gioco d’azzardo richiede infatti che questo problema venga affrontato attraverso un «approccio di popolazione» piuttosto che un approccio esclusivamente indirizzato ai gruppi a rischio.

 

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