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Il CNI denuncia le discriminazioni bancarie contro il gioco pubblico: “Pronti ad agire legalmente contro i rifiuti ingiustificati”

La Confederazione Noleggiatori Italiani (CNI) interviene con decisione contro le persistenti difficoltà che gli operatori del gioco pubblico continuano a incontrare nell’apertura e nella gestione dei conti correnti bancari. Nonostante il comparto sia pienamente legale, regolamentato e sottoposto a stringenti controlli da parte delle autorità competenti, numerosi istituti di credito si ostinano a negare servizi essenziali alle imprese del settore, compromettendone gravemente l’operatività.

«È una discriminazione inaccettabile – dichiara il Vicepresidente Domenico De Vivo – le banche non possono continuare a trattare un settore autorizzato dallo Stato come un rischio da evitare. Gli operatori del gioco pubblico meritano rispetto e pari dignità economica.»

Il CNI accoglie con favore il recente intervento normativo che introduce un obbligo di trasparenza per il sistema bancario, imponendo agli istituti di credito di motivare per iscritto l’eventuale rifiuto nell’apertura o nella gestione di un conto corrente. La Confederazione sottolinea l’importanza di questa disposizione, evidenziando che vigilerà sulla sua corretta applicazione affinché non vi siano interpretazioni arbitrarie o margini di ambiguità che consentano di perpetuare comportamenti discriminatori.

Il settore del gioco pubblico, ricorda il CNI, è parte integrante dell’economia legale del Paese, svolge un ruolo regolato e vigilato dallo Stato, e rappresenta una rete imprenditoriale diffusa sul territorio. L’accesso ai servizi bancari non può quindi essere ostacolato da pregiudizi o da politiche aziendali che contrastano con il principio di non discriminazione, tanto più quando si tratta di attività sottoposte a obblighi antiriciclaggio tra i più severi dell’ordinamento.

La Confederazione auspica che le istituzioni continuino a esercitare pressione nei confronti del sistema bancario, affinché venga rispettato il diritto di ogni impresa regolarmente autorizzata ad accedere a strumenti fondamentali per la propria sopravvivenza economica, a partire dai conti correnti, essenziali per l’attività di raccolta e movimentazione del denaro.

Il CNI lancia infine un avvertimento chiaro: se la situazione non verrà sanata nel più breve tempo possibile, la Confederazione è pronta a promuovere azioni legali contro gli istituti che continuano a rifiutare rapporti con aziende del comparto, pur avendole accolte con favore in passato, quando l’elevato volume di contante rendeva il settore particolarmente appetibile. Un cambio di atteggiamento che, secondo il CNI, non può essere ignorato né tollerato.

Redazione Jamma
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