Nel primo trimestre del 2026 il fenomeno delle scommesse sospette continua a rappresentare un tema centrale per l’integrità dello sport globale. Lo evidenzia l’ultimo report dell’International Betting Integrity Association (IBIA), che fotografa un quadro ancora articolato, con numeri significativi ma distribuiti in modo non uniforme tra discipline e aree geografiche.
Tra gennaio e marzo sono stati segnalati complessivamente 70 alert sospetti alle autorità competenti, riferiti a dieci diverse discipline sportive. Si tratta di un dato che conferma la persistenza del fenomeno, pur senza picchi anomali, e che riflette l’attività di monitoraggio sempre più capillare da parte degli operatori aderenti all’associazione.
Il calcio si conferma lo sport più esposto, con 25 segnalazioni, pari al 36% del totale. Un dato che non sorprende, considerando il volume globale delle scommesse su questa disciplina e la sua diffusione capillare. Subito dopo si collocano tennis ed eSports, rispettivamente con 16 e 15 alert. Proprio il digitale continua a rappresentare un’area sensibile: gli eSports, per loro natura transnazionali e spesso meno regolati, generano oltre un quinto delle segnalazioni complessive.
Accanto a questi, emergono anche discipline meno sotto i riflettori ma non immuni da criticità, come il tennistavolo e la pallavolo, mentre casi isolati riguardano sport come basket, cricket, badminton e MMA. Un elemento interessante riguarda proprio alcuni eventi fuori dai circuiti ufficiali: nel tennis e nel tennistavolo, una parte significativa degli alert riguarda competizioni non appartenenti ai principali circuiti professionistici, segnale di una maggiore vulnerabilità nei contesti meno strutturati.
Dal punto di vista geografico, la distribuzione appare piuttosto equilibrata ma con alcune concentrazioni rilevanti. L’Europa resta l’area con il maggior numero di segnalazioni (28%), seguita dal Nord America (20%) e dall’Asia (13%). Più contenuto il peso di Sud America e Africa, entrambi al 9%, mentre il restante 21% riguarda eventi globali, in larga parte legati agli eSports.
Entrando nel dettaglio, il report evidenzia come alcuni Paesi risultino particolarmente ricorrenti nelle segnalazioni. Nel calcio, ad esempio, spiccano Messico, Albania e Cipro, mentre nel tennis le criticità si distribuiscono tra Asia, Sud America ed Europa. Si tratta di un mosaico frammentato, che conferma come il fenomeno non sia circoscritto a specifiche aree ma si sviluppi lungo l’intero ecosistema delle scommesse globali.
Una parte rilevante del report è dedicata al Sud America e in particolare al Brasile, sempre più centrale nel panorama internazionale. Negli ultimi anni il Paese ha registrato un numero significativo di alert, soprattutto nel calcio, e si avvia a diventare il principale mercato della regione. Le stime indicano che entro il 2026 il Brasile rappresenterà circa il 39% del mercato delle scommesse in America Latina, con un peso nettamente superiore a quello di Messico e Argentina.
L’introduzione del sistema di licenze federali nel 2025 dovrebbe inoltre favorire una transizione strutturale verso un mercato regolato, riducendo progressivamente il peso degli operatori offshore. Un passaggio che, secondo IBIA, potrebbe avere effetti positivi anche sul fronte dell’integrità, grazie a un maggiore controllo dei flussi e alla tracciabilità delle operazioni.
Il report si inserisce in un contesto più ampio, in cui il monitoraggio delle scommesse è diventato uno strumento centrale di prevenzione. L’associazione, che riunisce oltre 90 operatori e monitora più di 1,5 milioni di eventi sportivi all’anno, analizza flussi di gioco per oltre 300 miliardi di dollari, contribuendo a individuare tempestivamente anomalie e possibili manipolazioni.
Nel complesso, il quadro che emerge non è quello di un’emergenza, ma di un fenomeno strutturale che richiede vigilanza costante. I numeri del primo trimestre 2026 confermano che le scommesse sospette restano diffuse e trasversali, ma anche che i sistemi di controllo stanno diventando sempre più sofisticati e integrati a livello internazionale. Un equilibrio delicato, destinato a restare al centro del dibattito tra operatori, regolatori e organismi sportivi.







