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Giornata di astensione dalla raccolta, AGGE: “Massiccia partecipazione per sperare di cambiare regole già scritte”

In: Associazioni

25 febbraio 2015 - 13:01


PIRRELLO

(Jamma) – L’A.G.G.E. Sardegna insieme al Coordinamento Nazionale A.G.G.E (Agge Lazio, Agge Lombardia, Agge Toscana, Agge Campania, Agge Calabria, Agge Puglia, Agge Sicilia) invita a partecipare alla giornata di astensione della raccolta, indetta per domani 26 febbraio,  in segno di protesta affinché “lo Stato capisca che esistono i proprietari delle slot (5000 aziende) e perché solo un grande gruppo coeso potrà far desistere il Governo nella decisione di sostituire le attuali slot con le mini-vlt, nonché di attuare la norma che prevede un minimo di 200 macchine per operatore oltre una eventuale blindatura dell’art. 88 del T.U.L.P.S., che se attuata darebbe di fatto in mano ai Concessionari il monopolio del mercato del gioco, così come per le mini-vlt ai produttori esteri”.

 

Il Coordinamento Nazionale A.G.G.E. si sta impegnando ad interloquire con le istituzioni, “è stata già avanzata formale richiesta e in attesa dell’incontro con il sottosegretario si stanno approntando una serie di qualificate ed idonee proposte, nel tentativo di difendere i migliaia di posti di lavoro delle aziende italiane ma ha bisogno di dimostrare la sua forza con questa azione di protesta, quindi più macchine riusciremo a far partecipare all’astensione della raccolta e più la protesta sarà efficace. D’altronde bisogna intervenire subito perché rischiamo di pagare oggi 1200 € per ogni macchina che tra un anno dovrà essere sostituita con la mini-vlt.

 

Stiamo raccogliendo adesioni per indire nei prossimi giorni una manifestazione a Roma a cui ci auguriamo che tutte le aziende del settore partecipino. Solo con una massiccia manifestazione di protesta a Roma potremo sperare di cambiare delle regole già scritte a discapito di tutti gli attori della filiera (produttori di schede e gestori), in quanto le mini-vlt, anche se con vincite limitate, possono essere costruite e messe sul mercato esclusivamente da ditte straniere già dotate di tecnologie da casinò, in barba all’esigenza di ridare impulso al mercato del lavoro nazionale”.

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