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Gioco responsabile. Al via progetto pilota Sapar. Curcio: “Faremo la nostra parte”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni, Automatico

15 marzo 2012 - 13:37


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(Jamma) “Quello delle ludopatie è un problema sentito e molto dibattuto in questi ultimi tempi. Per affrontarlo nella maniera giusta bisogna lavorare anche in chiave preventiva diffondendo la cultura del gioco”. Così Raffaele Curcio, Presidente della Sapar (Associazione Nazionale Sezioni Apparecchi per Pubbliche Attrazioni Ricreative) ha introdotto i lavori del convegno di questa mattina organizzato nell’ambito dell’Enada Primavera, in corso di svolgimento a Rimini.

Anche gli operatori degli apparecchi da gioco e da intrattenimento devono fare la loro parte, unitamente agli esercenti. Per questo la Sapar ha lanciato la campagna “Affinchè il gioco rimanga un gioco”, patrocinata da Aams, rivolta alla tutela dei giocatori e dei minori. Abbiamo già coinvolto diversi Comuni italiani – continua Curcioed ora puntiamo ad una maggiore diffusione sul territorio, anche attraverso la creazione di nuove sinergie e nuove iniziative”

La ludopatia ha un’incidenza sulla popolazione compresa fra l’1 ed il 3%. Il gioco d’azzardo patologico si configura pertanto come una problematica urgente da trattare ed arginare, non tanto attraverso il proibizionismo, quanto tramite progetti di informazione e prevenzione dei comportamenti a rischio.

In prima linea il coinvolgimento nel progetto del SerT di Cesena, con il Dott. Gianluca Farfaneti, specialista in patologie da gioco, e della psicologa e psicoterapeuta Dott.ssa Clelia Angelastri. Grazie a questa collaborazione sono stati messi in luce tutti gli aspetti di ordine medico, psicologico e sociologico del gioco d’azzardo patologico, puntualizzando le metodologie di intervento sia in fase preventiva che di cura dei soggetti colpiti da questa, che deve essere considerata una vera e propria malattia, sebbene non sia ancora stata riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale.

La Dott.ssa Angelastri ha presentato il progetto pilota che sarà attivato sul territorio di Cesena presso le scuole superiori a partire dal prossimo anno scolastico, proprio al fine di permettere agli adolescenti – che costituiscono una delle fasce maggiormente a rischio – di acquisire una cultura delle responsabilità nei riguardi del gioco. “Il progetto si basa su test di ingresso e di uscita e su focus group – dice Angelastriin cui i ragazzi diventano i veri protagonisti, sino a realizzare al termine del percorso, delle opere come video, disegni e slogan contro le ludopatie”. Il progetto si svolge in stretta sinergia con Sapar e sarà seguito da analoghe iniziative sul territorio nazionale.

Tra gli obiettivi, anche quello di creare dei corsi di formazione per gli operatori professionali e di predisporre delle linee guida ad uso dei giocatori, di modo che siano loro per primi a percepire nell’immediato se il loro rapporto col gioco possa ritenersi a rischio patologia.

Il Dott. Farfaneti ha illustrato le metodologie di trattamento applicate dal SerT di Cesena sui soggetti che richiedono assistenza (attualmente sono 33, quasi il doppio rispetto a quelli curati nel 2010), facendo presente che “la gran parte di essi si  pone il problema solo nel momento in cui il gioco ha già provocato gravi danni al loro bilancio economico, sottovalutando il fatto di avere una vera e propria dipendenza comportamentale, sulla quale bisogna lavorare molto. Il potenziamento della rete di assistenza territoriale, della promozione del gioco sicuro e responsabile e della ricerca scientifica sono gli elementi di base per ridimensionare la portata di questa patologia. A mio avviso però – conclude Farfanetiè importante anche evitare atteggiamenti proibizionistici e ridurre e/o disciplinare in maniera più rigida la pubblicità del gioco, come è del resto anche nei propositi di una proposta di legge attualmente all’esame del Senato”.



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