Nel dibattito sul riordino del settore dei giochi pubblici interviene il senatore Riccardo Pedrizzi, che in un articolo pubblicato su Formiche.net dal titolo “Giochi, la logica darwiniana non paga” mette in guardia dai rischi di un approccio che lasci al mercato il compito di selezionare gli operatori attraverso una sorta di “selezione naturale”.
Secondo Pedrizzi, applicare una logica darwiniana al comparto del gioco pubblico significherebbe ridurre progressivamente la rete legale senza considerare le conseguenze sul sistema complessivo, con il rischio concreto di indebolire un settore che negli anni ha garantito controllo, tracciabilità e tutela dei giocatori. L’ex presidente della Commissione Finanze del Senato sottolinea come un ridimensionamento eccessivo dell’offerta regolata potrebbe provocare una vera e propria desertificazione del gioco legale sul territorio, lasciando spazio al mercato illegale e alle infiltrazioni della criminalità organizzata.
Per questo motivo, evidenzia Pedrizzi, la riforma del comparto dovrebbe puntare a un equilibrio tra tutela dei cittadini, contrasto al gioco patologico e sostenibilità economica della filiera, evitando interventi ideologici che rischiano di penalizzare gli operatori autorizzati senza incidere realmente sulla domanda di gioco. Il sistema concessorio, ricorda il senatore, rappresenta infatti un presidio fondamentale per lo Stato sia in termini di sicurezza sia dal punto di vista delle entrate fiscali e dell’occupazione, motivo per cui ogni intervento normativo dovrebbe rafforzare la rete legale anziché indebolirla, mantenendo un quadro regolatorio chiaro e stabile che consenta di contrastare efficacemente l’illegalità e garantire un’offerta di gioco controllata e responsabile.







