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Gioco lecito e “Territori”: accantonando la demagogia la soluzione è a portata di mano

In: Associazioni

6 ottobre 2015 - 17:41


astro

(Jamma) – “Se ci fosse la volontà “comune” di rendere il gioco lecito una realtà che non serva più da alibi alle Amministrazioni Locali, ci sarebbero già molti strumenti idonei per soddisfare le legittime aspettative dei vari attori coinvolti.

 

Alcuni di questi sono stati “pensati” nell’ambito del progetto di riordino del gioco pubblico, ma nessuno di questi è mai stato complessivamente inserito in un nuovo quadro di sostenibilità e fattibilità ispirato al raggiungimento di uno scopo comprensibile per la “gente comune”.

 

Citiamo gli “strumenti” e poi analizziamo modalità di utilizzo: Contingentamento: individuazione dei locali abilitati al gioco lecito e delle rispettive capacità distributive dei vari prodotti. Modalità di allestimento dell’offerta e della distribuzione di gioco pubblico. Saturazione: individuazione della soglia distributiva di prodotto pubblico oltre la quale il mercato evidenzia sofferenza per saturazione e quindi scarsa redditività. Requisiti dei punti vendita: trasparenza – formazione – professionalità – garanzie economiche a tutela del rispetto della legalità, lealtà fiscale. Requisiti “tecnici” dei prodotti e dei rispettivi sistemi di vendita, tra cui i software di gioco customer-tutor. Efficace contrasto alla distribuzione illegale o non autorizzata di gioco. Corretto inquadramento fiscale del ricavo da slot nei locali generalisti (bar-tabacchi-e altro). Citiamo altresì alcune tipiche fenomenologie “patologiche” che hanno contraddistinto i “cavalli di battaglia” delle campagne anti-gioco lecito (per la verità anti-slot più che altro) per una preliminare verifica di “copertura” degli strumenti rispetto ad esse.

 

Sale dedicate vietate ai minori che non riescono a far rispettare detto obbligo di legge, presentano locali con apparenti fattori di addiction strumentalmente adottati (luminosità – suoni – somministrazione alcolici).
Locali generalisti (aperti a tutto il pubblico) che non riescono a far rispettare il divieto di partecipazione al gioco lecito ai minori, e che si presentano come “sale giochi surrogate”, per il numero di congegni installati. Padri e madri di famiglia che si approcciano al gioco e che diventano giocatori “problematici”/”patologici”, oppure contribuenti incapienti necessitanti di sostegno pubblico al reddito (G.A.P. / ludopatia / poveri).

 

Decoro urbanistico alterato dalla eccessiva concentrazione di centri dedicati al gioco. Scarsa tutela dell’utenza non-giocatrice nei locali generalisti dove vengono distribuiti prodotti di gioco pubblico. Scarsa affidabilità tecnica dei congegni sotto il profilo della loro non-alterabilità. Adottando una discreta approssimazione, possiamo constatare di aver classificato e aggregato tutte le “icone” dell’anti-gioco (anche se tutto l’anti-gioco è sempre e solo anti-slot), e al tempo stesso constatare che i “nostri” strumenti a disposizione possono immediatamente abbattere l’incidenza di tutte le “criticità” evidenziate, sino a rimuoverle. Nella seconda parte si evidenzieranno i cinque percorsi attraverso i quali realizzare quanto prospettato, senza dover ricorrere a complicate riforme “ordinamentali”, ma semplicemente adottando mirate misure di adeguamento alle Legislazioni vigenti”.

 

AsTro

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