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Giochi, Gioacchini (AsTro) a Radio Uno: “R.E.I. nuovo modello industriale per dare credito ad aziende virtuose incentivando la legalità”

In: Associazioni

19 gennaio 2016 - 10:12


gioacchini

(Jamma) – “La necessità di nuovo modello di sviluppo industriale nato per dare credito alle aziende virtuose del settore proprio per incentivare la legalità, emerge oggi ancora di più soprattutto alla luce delle ultime operazioni di polizia ‘The Imitation Game'”, è quanto afferma Paolo Gioacchini, Presidente R.E.I. e Vicepresidente AsTro Confindustria SIT. Questo è uno dei tanti problemi affrontati nell’intervista a Rai Radio Uno – Voci del mattino, andata in onda il 16 gennaio.

 

“REI è nata per questa esigenza – dichiara Gioacchini – per mettere insieme sotto un’unica realtà giuridica le aziende virtuose del settore dedicato alla raccolta del gioco lecito. Lo abbiamo fatto per dare maggior credito ad un settore che troppo spesso viene chiamato in causa per i suoi lati negativi, come nell’operazione dei giorni scorsi”.

 

L’illegalità e le derive patologiche sono stati gli argomenti toccati a Radio Uno: “Il primo nemico dell’operatore corretto è l’operatore illegale che applica una concorrenza sleale sul territorio – continua Gioacchini -. Il settore ha fatto già tanto, prima ancora del legislatore. Sono anche Vice presidente AsTro aderente Confindustria e sono anni che chiediamo una riformulazione dell’offerta e riduzione degli apparecchi sul territorio. Ancor prima del Decreto Balduzzi ci siamo dotati di un codice di autoregolamentazione per la pubblicità, abbiamo fatto corsi di formazione dal 2013, ora obbligatori in diverse Regioni italiane, distribuito avvisi nei locali. Saremmo ipocriti se non ammettessimo i problemi del territorio, ma è altrettanto vero che già da anni su questi fronti ci siamo attivati. Sul fronte dell’illegalità con l’associazione, già da anni, ci siamo costituiti parte civile nel procedimento in corso a Bologna “Black Monkey”, caso molto simile all’ultima inchiesta, poi non nego bolle di illegalità non di primo livello, che vede piccoli operatori intervenire nel collegamento della macchina.

 

Da anni ci stiamo muovendo attivamente per segnalare agli uffici competenti i casi di apparecchi illegali. Quindi due aspetti su cui si può fare di più, su cui serve l’intervento del Governo, ma nei confronti dei quali abbiamo già fatto tanto. Il settore del gioco è molto vasto e l’illegalità abbraccia i vari segmenti, ieri ad esempio ha toccato l’online, poi cloni di prodotti legali ci sono in tutti i segmenti: scommesse, lotterie istantanee, scommesse clandestine e tanti altri. Ma sempre esercitati su canali non legali, con modalità di concorrenza sleale nei confronti degli operatori legali”.

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