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Giochi, Barbaresi (CGIL): “Serve una forte risposta pubblica, l’online è sempre più pervasivo e preoccupa soprattutto tra i giovani”

“L’azzardo non è un gioco, produce danni economici, sociali e sanitari e richiede una risposta pubblica forte”. È questo il messaggio lanciato da Daniela Barbaresi (in foto), segretaria confederale nazionale della CGIL, intervenendo oggi a Roma presso la sede del sindacato alla presentazione del libro “Non è un gioco, è azzardo“, scritto dal deputato Stefano Vaccari (PD).

Aprendo il suo intervento, Barbaresi ha rivolto un saluto all’autore, sottolineando come il titolo del volume sintetizzi efficacemente la natura del fenomeno: “L’azzardo non è un gioco”. Un concetto che, secondo la dirigente della CGIL, deve essere ribadito con forza perché il gioco richiama divertimento e abilità, mentre nell’azzardo prevalgono meccanismi che possono generare conseguenze economiche, sociali e sanitarie di grande rilievo.

Nel suo intervento ha ricordato alcuni dati che descrivono la dimensione del fenomeno in Italia. Secondo le informazioni richiamate, almeno 30 milioni di persone hanno giocato almeno una volta nella vita, 22 milioni nell’ultimo anno e circa 10 milioni nell’ultimo mese. Particolarmente preoccupante, ha osservato, è la crescita del coinvolgimento dei giovani.

Barbaresi ha inoltre evidenziato come il volume complessivo del gioco d’azzardo abbia raggiunto i 165 miliardi di euro, pari al 7,3% del Prodotto interno lordo, mentre le perdite sostenute dai giocatori sfiorano i 22 miliardi di euro in un solo anno. A questi dati, ha aggiunto, si sommano costi molto più difficili da misurare, legati all’indebitamento delle famiglie, all’usura, alle dipendenze patologiche, al disagio sociale e ai fenomeni di illegalità.

Secondo la segretaria della CGIL, anche il gioco legale rappresenta un ambito nel quale possono svilupparsi infiltrazioni criminali e fenomeni illeciti. Ha quindi richiamato l’attenzione sui circa cinque milioni di giocatori problematici, con differenti livelli di rischio, definendo il dato particolarmente allarmante anche per l’abbassamento dell’età in cui iniziano a manifestarsi comportamenti problematici.

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato la crescita dell’offerta di gioco, che, secondo Barbaresi, contribuisce ad alimentare la domanda. In questo contesto ha espresso particolare preoccupazione per lo sviluppo del gioco online, descritto come sempre più pervasivo e caratterizzato da strumenti capaci di raggiungere un numero crescente di persone attraverso modalità particolarmente persuasive.

La dirigente sindacale ha quindi ribadito la necessità di rafforzare le politiche pubbliche di prevenzione e contrasto al disturbo da gioco d’azzardo, ricordando l’impegno della campagna “Mettiamoci in gioco” e sottolineando il ruolo fondamentale del Servizio sanitario nazionale nella presa in carico delle dipendenze patologiche.

In conclusione, Barbaresi ha richiamato la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla CGIL insieme a una vasta rete di associazioni del mondo laico e cattolico, finalizzata a rafforzare il Servizio sanitario nazionale e i servizi dedicati alla prevenzione, alla promozione della salute e alla cura delle persone con dipendenze patologiche, annunciando l’obiettivo di raccogliere un ampio sostegno attraverso una campagna di firme.

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